Il primo papa eletto in Conclave

(di Lorenzo Benedetti) La figura di Tebaldo Visconti, sacerdote piacentino di nobili natali e solida istruzione, è oggi ritenuta determinante nella storia della Chiesa: uomo di grandi doti intellettuali, fu amico dei maggiori teologi del tempo tra cui san Bonaventura e san Tommaso, e brillò per le opere spirituali, capace di agire con determinazione e mansuetudine.

 Canonico a Lione, nel 1244 vi organizzò il primo Concilio lionense su richiesta di Innocenzo IV, dando prova dell’onestà e della rettitudine che lo caratterizzarono e lo resero famoso all’interno della Chiesa: amico di re e cardinali, fermo difensore della morale ecclesiastica, resta oggi consacrato nell’immaginario collettivo perchè alla sua elezione è legata la creazione del Conclave.

 Il 29 novembre 1268 papa Clemente IV morì a Viterbo: i cardinali dunque si riunirono nella città e, seguendo le disposizioni di Alessandro III, iniziarono le votazioni per la scelta del successore. Il Collegio era però diviso nelle opinioni e molti candidati, tra cui san Bonaventura, rifiutarono la nomina: proprio il teologo francescano sollecitò, attraverso accorati sermoni, l’elezione del nuovo Pontefice al di fuori del Sacro Collegio per scongiurare pressioni politiche da parte del re di Francia o dei nobili romani.

 Le discussioni si susseguirono per un anno e mezzo, ed il popolo viterbese era indignato per il trascinarsi delle votazioni dovute alle discordie tra i cardinali: così, il 1 giugno 1270 furono serrate le porte della città e, colti di sorpresa, i presuli furono condotti nel Palazzo dei Papi e lì rinchiusi a chiave con il divieto di uscire fino ad avvenuta elezione. Da questo episodio nacque l’etimologia moderna della parola cum clave, conclave.

 Dopo pochi giorni, furono ridotte le porzioni di cibo e venne scoperchiato il tetto del palazzo, affinché la decisione fosse affrettata. Due cardinali morirono nella lunga attesa, tra cui il primo ungherese della storia, István Báncsa. Ciò nonostante, non ci fu la convergenza dei voti, e solo alla fine del 1271 la scelta cade su Tebaldo, che si trovava in Terrasanta: saputa la notizia, si precipitò a Viterbo dove venne incoronato col nome di Gregorio X. Per evitare in futuro le difficoltà che aveva accompagnato la sua nomina, emanò la Costituzione Ubi Periculum che decretò la nascita del Conclave.

 Il documento dispose che i cardinali si riunissero dieci giorni dopo la morte del papa: tutti dovevano abitare in una sala comune, senza alcun contatto con l’esterno, e persino l’invio di scritti ai porporati era severamente vietato. Per evitare lunghi periodi di Sede Vacante, Gregorio X stabilì anche precise norme precise sull’alimentazione dei cardinali: una volta trascorsi tre giorni senza risultati, avrebbero avuto diritto ad una sola pietanza per pasto e, passati altri cinque giorni, la dieta sarebbe stata limitata a soli pane, vino ed acqua.

 Con qualche attenuazione, la Ubi Periculum regola ancora oggi l’elezione del Papa con le stesse norme stabilite da Gregorio X, una delle tante eredità che questo Beato pontefice ha lasciato alla Chiesa dei nostri giorni. (Lorenzo Benedetti)

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