De Maria numquam satis

De Maria numquam satis

Il testo che riportiamo è l’ultima parte di La Tradizione di Maria nuova Eva attraverso le epoche, Appendice dell’articolo 2 del capitolo IV del volume II (La singolare missione di Maria SS.) dell’opera La Madonna secondo la fede e la teologia (Libreria editrice F. Ferrari, Roma 1953) del noto mariologo padre Gabriele Roschini osm (1900-1977), religioso dell’Ordine dei Serviti.

4) L’età contemporanea (secc. XIX-XX)

La Mariologia del secolo XIX, specialmente dopo la definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione (1854), supera notevolmente quella del secolo XVIII.

Della Corredenzione si tratta non solo in opere di ascetica e di oratoria, ma anche in opere d’indole teologica, specie sull’Immacolata Concezione; in alcuni trattati di Teologia e, in particolare, di Mariologia, nonché in qualche monografia sull’argomento.

Per esempio:

  • Jeanjacquot, Simples réflexions sur la coopération de la très sainte Vierge à l’oeuvre de la rédemption et sa qualité de Mère des chrétiens, Paris 1868;
  • Faber, The Foot of the Cross or the Sorrows of Mary, London 1857. L’opera è stata tradotta anche in italiano;
  • Körber, Maria in System der Heilsökonomie, auf thomistischer Basis dargestellt, Regensburg 1838.

Il P. Carol riferisce e discute i testi di ben 130 scrittori cattolici e giunge alle cinque seguenti conclusioni, che riferiamo sinteticamente, con parole nostre.

Certamente. Ho corretto i refusi, regolarizzato la punteggiatura e mantenuto il più possibile il linguaggio teologico dell’originale. Segnalo che nel testo trasmesso manca il punto 5: si passa direttamente dal 4 al 6.

1. La stragrande maggioranza (longe maior pars) di questi 130 scrittori proclama la Vergine SS., senza alcun dissenso, Corredentrice del genere umano, eccettuato il Kolb S.I.

2. Mentre tutti ammettono senza ambagi il fatto della cooperazione di Maria SS. alla Redenzione, non tutti convengono sulla natura e sull’ambito di tale cooperazione. Non pochi si esprimono in modo dal quale non si può trarre un efficace argomento per la cooperazione immediata alla redenzione oggettiva.

3. Altri invece, oltre alla cooperazione remota, usano espressioni dalle quali non sempre appare chiaro se debbano intendersi nel senso di una cooperazione prossima alla redenzione oggettiva, o piuttosto di un diritto alla distribuzione di tutte le grazie.

4. Parecchi dei suddetti scrittori, come appare anche da un fugace sguardo alle loro testimonianze, insegnano la cooperazione immediata della Vergine alla Redenzione oggettiva, in vari modi, vale a dire:

  1. in quanto ci ha meritato de congruo tutto ciò che Cristo ci ha meritato de condigno;
  2. in quanto la sua ineffabile Compassione, unita alla Passione del suo dilettissimo Figlio, era insignita del carattere soddisfattorio;
  3. in quanto, presso l’ara della Croce, offrì la Vittima divina, anzi se stessa, all’Eterno Padre come olocausto per la redenzione di tutti;
  4. in quanto ha cooperato, col Redentore, all’acquisto stesso di quelle grazie che Ella dispensa;
  5. in quanto il suo mistico sacrificio, insieme all’oblazione del Redentore, è stato accettato dall’Eterno Padre per la liberazione del genere umano dalla schiavitù del peccato, ecc. ecc.

6. Riguardo alla terminologia, il solo Margott usa i vocaboli di redenzione «oggettiva» e «soggettiva». Alcuni parlano esplicitamente dell’«acquisto» e dell’«applicazione» della grazia, e non pochi altri si esprimono con termini equivalenti.

Si trovano anche alcuni i quali designano col termine di «immediata», respingendola, la cooperazione di Maria SS. alla redenzione, ma solo nel senso che la Vergine SS., per sé sola, senza Cristo Redentore – dal quale la sua cooperazione trae tutta la sua forza e consistenza – abbia raggiunto direttamente, immediatamente la redenzione (così Paquet, Quigley, Billot e, con loro, anche gli stessi sostenitori della cooperazione immediata di Maria SS. alla Redenzione oggettiva).

Altri poi (per es. de Concilio, Ambrosj, Da Castelplanio) ammettono la cooperazione immediata nel senso che la Vergine SS. non solo ha cooperato alle cose che precedono il sacrificio della Croce, ma alla stessa azione redentrice di Cristo – specialmente all’oblazione della sua Passione meritoria e soddisfattoria –, in forza della quale il genere umano è stato liberato dalla tirannide del demonio ed è stato reintegrato nell’amicizia divina.

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