Immacolata Concezione e Natale su Radici Cristiane

La rivista è in distribuzione in questi giorni nelle case di tutti gli abbonati

L’Immacolata e le festività natalizie al centro del numero di dicembre di «Radici Cristiane»

Ricca serie di proposte all’interno: chi ha “assassinato” la Scuola italiana? Un’attenta analisi cerca di individuarne i responsabili. «La Chiesa deve essere ricca», parola del prof. Ettore Gotti Tedeschi. Col card. Burke ci prepariamo a questo periodo d’Avvento ed a capire e vivere il mistero dell’Incarnazione. E poi ancora le antiche Confraternite fiorentine, i monti Lessini veronesi, Giorgione e la pittura del Cinquecento e molto altro ancora sul numero appena uscito di «Radici Cristiane».

All’Immacolata è dedicato il dossier del numero di dicembre del mensile Radici Cristiane, in distribuzione in questi giorni a tutti gli abbonati: il dogma, proclamato da Pio IX l’8 dicembre 1854 con la Bolla Ineffabilis Deus, fu anticipato dall’arte sacra, come rivelano già nel tardo Medioevo le raffigurazioni dell’incontro fra Sant’Anna e San Gioacchino.

Sotto lo stendardo dell’Immacolata si pose anche Padre Massimiliano Kolbe, che alla Madre di Dio intitolò la sua milizia, la Milizia dell’Immacolata, organizzata per contrastare massoneria, ateismo e sincretismo.

Realmente, in effetti, la Vergine Maria ci salva dalle eresie e le debella, in quanto ci ha donato la Verità, L’ha portata nel suo grembo, L’ha generata. Ma il dossier si occupa anche della comunità di Bosco Chiesa nuova, a nord di Verona, dove venne edificato e benedetto il primo monumento al mondo dedicato all’Immacolata dopo la proclamazione del dogma.

Oltre all’ampio dossier, l’editoriale del Direttore, il Prof. Roberto de Mattei, evoca l’appello lanciato nel dicembre del 590 da San Gregorio Magno, di fronte alle guerre, alla fame ed alle malattie, che scossero all’epoca la nostra penisola.

Egli interpretò quelle calamità come il segno della fine di un’epoca, punita dal Signore per i suoi peccati e come un richiamo alla fine dei tempi: «Sconfiggete con tutta la vostra forza le tentazioni del male. Vedrete infatti al momento opportuno la venuta del Giudice eterno con animo tanto più sicuro quanto più ora vi preparate nel timore alla severità di quello». Parole, che rappresentano anche per noi un aiuto a vivere queste festività natalizie.

In Attualità si parla di Scuola con un’intervista al prof. Manfredo Anzini, che ha dedicato la propria esistenza al mondo dell’educazione, dunque un testimone quanto mai sicuro ed attendibile per spiegare come, perché e soprattutto chi abbia davvero «assassinato» la Scuola italiana, i cui mali si originarono molto lontano nel tempo, più di quanto si possa immaginare.

Radici Cristiane propone poi un’ampia intervista al prof. Ettore Gotti Tedeschi, uno dei firmatari illustri della Correctio filialis de haeresibus propagatis: ex-presidente dello Ior, autore di numerosi ed autorevoli libri ed articoli, egli rappresenta una guida sicura in ambito cattolico per capire cosa l’economia sia e soprattutto cosa dovrebbe essere: «La Chiesa deve essere ricca – afferma – seppur capace di distacco dai beni e di uso appropriato delle risorse economiche». Ma egli esprime anche una preoccupazione, il fatto di vivere, secondo la famosa visione di Leone XIII, un tempo in cui la Gnosi sembra trionfare.

In Religione il card. Raymond Leo Burke si sofferma sull’Avvento e sull’importanza di capire e vivere il mistero dell’Incarnazione: nel Sacro Cuore di Gesù, aperto per noi nella Chiesa, troviamo la verità e l’amore, che soli ci salvano e soli salvano il nostro mondo, la verità e l’amore che ci permettono di riformare le nostre vite personali e di trasformare così tante situazioni, che oggi offendono Dio e portano alla distruzione ed alla morte così tanti individui.

Viene quindi presentata la Sacra effigie di Gesù Bambino, avvolto in fasce bianche ricamate d’oro dentro un’urna d’argento rivestita di cristalli, oggi collocata nell’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Lama dei Peligni, in provincia di Chieti. Venne qui condotta nel 1760 da fra’ Pietro Silvestri da Gerusalemme. Da allora è oggetto di grande devozione popolare.

Con Radici Cristiane è possibile anche conoscere le opere dei Padri Somaschi: da quando San Girolamo Emiliani depose l’abito di patrizio veneto, per vestire un rozzo saio e farsi uguale ai poveri, molto è però cambiato nell’Ordine da lui fondato. Dio solo, nel quale aveva confidato, in breve tempo compì attraverso di lui opere eccezionali e dal successo prodigioso; le sue fondazioni di san Girolamo, come tutte le istituzioni divine, crebbero ulteriormente nel tempo e nello spazio, diffondendosi in gran parte d’Italia ed oltre e suscitandone sempre di nuove e maggiori.

D’altra parte, la spiritualità di san Girolamo Emiliani era caratterizzata dall’orazione, dalla devozione, dalla meditazione, dal digiuno e dalla penitenza. Era solito ritirarsi su alture in solitudine, per meglio avvicinarsi a Dio e partecipare alla pia pratica delle Quarantore. Rimasto orfano a soli dieci anni, si impegnò a diventare lui stesso un padre per i bambini orfani e per quanti vivessero situazioni di disagio.

La sezione Storia di Radici Cristiane parla delle Confraternite fiorentine, a partire dai «Capitani di misericordia», coloro che nel Duecento prima combatterono le eresie dilaganti, poi accolsero piccoli orfani, curarono gli infermi, diedero sepoltura ai morti e pregarono per le loro anime: ancora oggi i Confratelli, terminato il «servizio», ricevono la paga di San Sebastiano, che consiste in cinque , semplici parole: «Iddio ve ne renda merito».

La rivista ne illustra i Santi patroni, gli abiti, i ruoli, i simboli e le tradizioni, dalla cappa nera alla buffa. Ed approfondisce la conoscenza dell’antichissima Congregazione dei «Buonomini di San Martino», fondata nel 1411 per occuparsi dei poveri vergognosi, vale a dire di coloro che, benestanti, si ritrovino, per condizioni a loro non imputabili, in condizioni di povertà.

Tesori d’Italia, in questo numero di Radici Cristiane, si concentra sui monti Lessini veronesi, “colonizzati” anticamente da famiglie provenienti dalla Baviera e dal Tirolo, emigrate a causa della carestia: furono e sono luoghi di profonda fede, origine di fiorenti vocazioni. La tradizione orale e le fonti scritte attestano peraltro la presenza nella zona del Covolo di Dante Alighieri, che potrebbe essersi ispirato a tale voragine per formulare il suo modello di Inferno, che poi narrò nella Divina Commedia.

In effetti, il sommo Poeta è stato più volte a Verona, ospite dei Signori Della Scala ed i luoghi da lui narrati nel poema richiamano il panorama locale. Non solo: nel Santuario di Monte Berico si conserva intatto un Tricolore alquanto particolare, con al centro la scritta «Jesus» sopra lo stemma di Casa Savoia: consegnato al primo Ordinario militare dell’esercito italiano, mons. Angelo Bartolomasi, dopo la prima guerra mondiale, venne condotto in varie città d’Italia come una reliquia, per poi giungere nella sua attuale collocazione.

Nella sezione Arte e Letture, il numero di dicembre di Radici Cristiane propone Giorgione e la pittura del Cinquecento, prendendo spunto dalla mostra allestita  tra le scale dell’appartamento Barbo di Palazzo Venezia, a Roma, e i suggestivi spazi di Castel Sant’Angelo, sulle sponde del Tevere. In più, un’attenta analisi della Natività con annuncio ai pastori di Andrea Vitali. Chiudono il numero di dicembre di Radici Cristiane, come di consueto, le rubriche, dalle News a L’arte racconta, dalle Letture consigliate a I lettori ci scrivono e L’Agenda.

Donazione Corrispondenza romana