Arriva la Messa gregoriana a Monza e i posti in chiesa non bastano più

(di Mario Palmaro su Riscossa Cristiana del 04-07-2012) Non c’era un posto libero, domenica 1° luglio 2012, nella bellissima chiesa delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento di Monza, quando verso le 19 è iniziata la celebrazione della prima Messa secondo il rito gregoriano. Erano 44 anni che nella città di Teodolinda non accadeva un fatto simile. A renderlo possibile,  Papa Bendetto XVI e l’iniziativa di un gruppo di fedeli, che con più di cento firme nel 2010 hanno chiesto all’arciprete del Duomo e all’arcivescovo di Milano l’applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum. La risposta è arrivata a maggio di quest’anno, rendendo così possibile la celebrazione di domenica 1 luglio.

La liturgia in rito antico è stata preparata e celebrata con cura da Padre Bruno Scuccato, sacerdote del Sacro Cuore, che vestiva in pianeta rossa essendo domenica la festività del Preziosissimo Sangue. Ad assisterlo sull’altare Michael e Simone, due giovani cattolici che hanno preso a cuore la serietà e la bellezza della liturgia. Durante la settimana i fedeli si son dati da fare per rimettere insieme tutti i sacri oggetti, le vesti, il manipolo, e ogni altra cosa necessaria a celebrare in conformità alla tradizione cattolica e all’insegnamento della Chiesa.

Il colpo d’occhio che si è offerto ai fedeli è stato da togliere il fiato: più di cento persone composte e oranti che facevano da cornice all’antico altare della chiesa delle suore “Preziosine”; un altare ideato su ispirazione divina dalla Madre Serafina, fondatrice dell’ordine. Un altare che ha uno sviluppo verticale, proteso verso l’alto da una piccola scalinata che culmina nel luogo in cui viene esposto l’ostensorio all’adorazione perpetua delle suore e dei fedeli. Difficile immaginare una collocazione più idonea e più provvidenziale per ridare vita e corpo alla Messa di sempre, con il sacerdote voltato verso Dio, impegnato a compiere quei gesti antichi e a ripetere quelle formule che per secoli e secoli hanno accomunato le Messe di ogni luogo e di ogni prete nell’orbe cattolico. Un altare che in tutti questi anni non è stato demolito o modificato, ma meritoriamente conservato nel suo aspetto originario.

Chi pensa che il ritorno alla Messa antica sia un fenomeno che riguarda una minoranza di stravaganti e di vecchi nostalgici, domenica sarà rimasto deluso: nella chiesa delle Adoratrici Perpetue c’erano fedeli di ogni età: giovani e anziani e famiglie con i loro bambini. Una chiesa gremitissima, nella quale i fedeli hanno dimostrato che cosa significa “partecipare” alla Messa. L’altro pregiudizio, infatti, sostiene che con la “messa in latino” la gente non capisce nulla, non segue nulla, appunto “non partecipa”. Bastava esserci, domenica, per accorgersi di quanto questo mito anti liturgico sia destituito di ogni fondamento. Sulle panche c’erano i messalini con il testo latino-italiano per seguire la liturgia; e le fotocopie con il “proprio” della Messa e le letture del giorno. E i fedeli recitavano in modo corale le preghiere di loro competenza.

Al termine della celebrazione, Michael ha intonato “Nome dolcissimo”. Dietro di lui si sono levate cento voci  all’unisono, dando corpo a una preghiera alla Madonna che ha suggellato in maniera commovente questo ritorno della Messa antica nella città di Monza. All’uscita, sul sagrato, la felicità dei giovani e i volti commossi di qualche anziano.

Domenica prossima, alle 18.45, si replica: stessa chiesa e stessa liturgia. Anche per tutto il mese di agosto.

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