USA. La discussa riforma Obamacare ad una svolta

Appello dell’Arcivescovo di Bologna S. Em. il Card. Carlo Caffarra sull’equiparazione alla famiglia di forme di convivenza di natura diversa
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Obamacare noNon era piaciuta sin dall’inizio, vuoi per ragioni ideologiche, vuoi per ragioni economiche.
La riforma prevedeva che i datori di lavoro inserissero nelle assicurazioni sanitarie dei loro dipendenti anche i costi dell’aborto e della contraccezione. Previste eccezioni solo per i datori religiosamente e pubblicamente impegnati nella predicazione.
Adesso l’eccezione potrebbe essere estesa a tutti gli istituti religiosi, come università e ospedali. Niente assicurazione sanitaria aggiuntiva per loro.
Alle donne sarà comunque garantito l’accesso alla contraccezione e all’aborto.

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3 febbraio 2013
Obama fa marcia indietro su aborto e contraccezione

Nuovo capitolo, forse definitivo, della battaglia tra Barack Obama e istituzione (religiose e non) a riguardo dell’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal presidente degli Stati Uniti che costringe i datori di lavori a pagare per i dipendenti assicurazioni sanitarie comprendenti aborto e contraccezione. Diverse istituzioni hanno fatto ricorso in tribunale appellandosi alla libertà di coscienza. Ieri l’amministrazione Obama ha annunciato una nuova politica di compromesso: alle donne sarà garantito l’accesso a contraccezione e aborto ma le istituzioni religiose (ospedali e università) non saranno costrette a pagare alle loro dipendenti una assicurazione sanitaria che copra questo servizio. In tal caso, toccherà a una terza organizzazione fornire questa assistenza. La nuova linea è stata annunciata dal ministro alla Sanità Kathleen Sebelius. La Conferenza episcopale degli Stati Uniti non si è ancora pronunciato, aspettando di comprendere l’esatto contenuto della norma.

Fonte: OnLine News

 

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