Torino. Cristiano copto aggredito perché non rispetta il ramadan

Torino. Manifestazione per AzerEra già stato aggredito il 18 luglio da un gruppo di musulmani egiziani a Porta Palazzo. Il motivo? Non stava rispettando il ramadan e non avrebbe recitato la formula “Glorifica il profeta Maometto”. Ma Sherif Azer, cittadino italiano, è un cristiano copto e nulla lo obbligava a seguire il digiuno rituale. Una decina di islamici con catene, calci e pugni gli avevano comunque strappato il crocifisso dal collo, urlando: “Noi ti ammazziamo cristiano di merda”.
Azer è anche vice presidente dell’Associazione “Salviamo i cristiani”.
Ma due giorni fa è stato di nuovo aggredito, a dimostrazione che la tensione nel quartiere torinese è ancora alta. Azer si è difeso con energia poi, quando ha visto che si stavano precipitando in gruppo contro di lui, ha chiesto aiuto ad un tassista. Immediato l’intervento della polizia, che ha arrestato gli islamici ed è ora sulle tracce degli altri in fuga.
In serata, si è anche svolta una manifestazione in solidarietà ad Azer, alla quale hanno partecipato molti cittadini e alcune personalità politiche locali.

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24 luglio 2013
Torino: nuova aggressione al cristiano copto Sherif Azer

Torino, 24 lug. – (Adnkronos) – Nuova aggressione per Sherif Azer, cristiano copto nato in Egitto, gia’ aggredito lo scorso 18 luglio sotto la sua abitazione, nei pressi di Porta Palazzo, a Torino, da un gruppo di islamici. Oggi Sherif Azer e’ stato di nuovo minacciato e strattonato da un gruppetto di persone. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che hanno identificato alcuni presunti responsabili dell’aggressione. Intanto, per queste ore, per iniziativa dell’associazione ‘Salviamo i cristiani’ e’ stata organizzata una manifestazione di solidarieta’. (segue)

Fonte: Repubblica
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25 luglio 2013
Ancora botte per Sherif, l’egiziano cristiano

Sherif Azer, cittadino italiano, cristiano copto nato in Egitto, rappresentante della Comunità Cristiana Copta di Torino e vice-presidente dell’Associazione «Salviamo i cristiani», è stato nuovamente aggredito ieri da un gruppo di islamici verso le 13,45 nel quartiere di Porta Palazzo nel centro storico di Torino.

Mentre usciva dalla Banca San Paolo in Piazza della Repubblica è stato avvicinato da un islamico egiziano. Azer l’ha riconosciuto perché faceva parte del gruppo degli islamici che l’aveva aggredito giovedì scorso 18 luglio sotto la sua abitazione in Corso Giulio Cesare 24.
Coraggiosamente Azer ha cercato di bloccarlo per consegnarlo alla polizia. L’islamico si è ribellato e Azer gli ha mollato uno schiaffo con lo scopo di intimidirlo e indurlo a fermarsi. In quel momento lui ha urlato che Azer avrebbe oltraggiato il profeta Maometto. Sono spuntati prima un gruppo di islamici egiziani e poi è arrivato un secondo gruppo di islamici marocchini. Hanno iniziato l’aggressione a Azer che si è difeso grazie ad un ombrello che aveva con sé. Azer è corso in direzione di un taxi, l’ha fermato e ha supplicato il conducente di chiamare la polizia perché – ha detto testualmente – «gli islamici mi vogliono uccidere».
Per fortuna la polizia è arrivata all’istante, Azer è stato tratto in salvo e alcuni degli islamici sono stati arrestati. Azer ha sporto denuncia. Polizia e Digos sono ora sulle tracce degli altri islamici che hanno partecipato alla duplice aggressione di stamane e di giovedì scorso. Azer era stato barbaramente aggredito lo scorso 18 luglio sotto la sua abitazione in Corso Giulio Cesare da una decina di islamici con catene, calci e pugni al grido “Noi ti ammazziamo cristiano di merda”, strappandogli il crocifisso dal collo, dopo aver ammesso di non osservare il Ramadan, il digiuno islamico ed essersi rifiutato di ripetere una formula rituale attestante l’appartenenza all’islam “Salli ala al Nabi” (Glorifica il profeta Maometto).
In serata si è svolta una Manifestazione di solidarietà a Sherif Azer, contro la violenza islamica e per la legalità a Porta Palazzo.
Magdi Cristiano Allam, parlamentare europeo e presidente di Io amo l’Italia, ha chiesto allo Stato di assicurare una protezione a Sherif Azer dopo la duplice aggressione da parte degli estremisti islamici perché diventato un simbolo della libertà religiosa e della difesa della civiltà cristiana dell’Italia.

Fonte: Il Giornale

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