Su Radici Cristiane, 500 anni di Filippine cristiane

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(Mauro Faverzani) È dedicato ai 500 anni dalla prima evangelizzazione delle Filippine il Dossier del numero di luglio della rivista Radici Cristiane, in distribuzione nelle case di tutti gli abbonati: i primi insediamenti umani nella regione risalgono a 2 milioni e mezzo di anni prima di Cristo. Ma il primo europeo a giungere in queste terre fu nel 1521 Ferdinando Magellano. Poco dopo l’arrivo della sua spedizione, Padre Pedro Valderrama battezzò nell’isola di Cebu il rajah Humabon ed oltre 500 indigeni, fondando così la prima comunità cristiana dell’arcipelago. Un secolo dopo, nel 1637, Lorenzo Ruiz divenne il protomartire delle Filippine: venne torturato e decapitato a Nagasaki, in Giappone, dove con altri 15 missionari si era recato per annunciare Cristo. Sono stati tutti canonizzati nel 1987. La popolazione delle Filippine ancora oggi è al 92% cattolica. Vanta la più grande Università cattolica al mondo per popolazione studentesca in un unico campus. Eppure il Paese si trova costantemente nel mirino delle persecuzioni islamica e comunista. Non a caso, nell’ultimo quarto di secolo, ha avuto inizio uno scontro davvero singolare, quello della “battaglia dei nomi”, combattuta ai massimi livelli, per cancellare, cambiando nome allo Stato ed alle singole strade, l’identità cattolica di un intero popolo.

Nell’editoriale, il direttore di Radici Cristiane, Prof. Roberto de Mattei, propone un interessante passaggio del libro dal titolo Santificare il momento presente, scritto dal canonico Pierre Feige e recentemente pubblicato dalle Edizioni Fiducia: passaggio, in cui l’autore invita a «santificare il momento presente, per passarlo il più santamente possibile, senza preoccuparci inutilmente del passato che non esiste più, né del futuro che non è nostro». L’impronta di Dio nell’universo, infatti – scrive il Prof. de Mattei – «è presente in ogni momento creato che fluisce nel divenire. Sta all’uomo riconoscere o rifiutare questa presenza divina, in preparazione alla propria morte ed al relativo giudizio».

Nella sezione Attualità viene dedicato spazio, anche fotografico, alla recente Marcia per la Vita, svoltasi a Roma lo scorso 22 maggio, giunta alla sua X edizione, pur con tutte le restrizioni dovute all’emergenza Covid. Il titolo dell’articolo, «Cancellare la legge sull’aborto», riprende quanto echeggiato in via dei Fori Imperiali, dove si erano riunite circa 5 mila persone, secondo le forze dell’ordine. Come ha precisato la presidente della Marcia per la Vita, Virginia Coda Nunziante, la legge 194 «ha legalizzato l’uccisione in Italia, sino ad oggi, in questi 43 anni, di oltre 6 milioni di innocenti». Dobbiamo «desiderare profondamente che tutta la nostra società torni ad essere cristiana, perché solo in questo modo si ritroverà la pace, l’armonia, la crescita e la prosperità. La società o si converte o andrà verso un inesorabile declino», ha concluso la presidente Coda Nunziante.

Si parla poi di traffico d’organi in Cina con gli articoli di Bruno Philip e di Justine Rex, per evidenziare, col primo, come tale sconcertante “mercato” si alimenti grazie alla disperazione dei tanti cinesi indebitati e pertanto disposti anche a vendere un rene, pur di sopravvivere, mentre il secondo solleva il problema dei prelievi forzati compiuti sui prigionieri uiguri, per offrire organi halal ai ricchi clienti delle petromonarchie del Golfo.
Il card. Raymond Leo Burke propone la prima parte di un’articolata riflessione su santa Kateri Tekakwitha, nativa americana della tribù Mohawk, la cui testimonianza ci aiuta a vedere come la grazia di Dio operi a favore di coloro che Lo invocano anche nelle circostanze più difficili ed ostili della vita.

Nella sezione Storia si parla del martirio del clero italiano e di quello dei religiosi ammazzati dai nazionalsocialisti in Europa nei difficili anni compresi tra il 1943 ed il 1945: ben 729 ecclesiastici vennero uccisi in Italia in odium fidei dai fascisti e poi dai comunisti, mentre in Germania la strage riguardò 164 preti diocesani e 60 religiosi. La Polonia detiene il triste record della “mattanza”: 3 mila preti, di cui 1.992 nei campi di concentramento, 787 solo a Dachau.

Tesori d’Italia si occupa di Corleone, città sorta, secondo la storiografia, col privilegio del 1237, concesso da Federico II a Oddone de Camerana da Brescia, affinché si trasferisse in terra siciliana e distribuisse le terre a propria discrezione, benché vi sia chi ritenga tale atto un falso storico. Corleone è conosciuta anche come «la città delle cento chiese»: fra Trecento e Quattrocento contava già 17 chiese intra moenia e 14 extra moenia in una terra oltre tutto attraversata dalla Magna Via Francigena. E proprio qui nacque un grande santo, san Bernardo da Corleone, cappuccino: dopo un duello, dedicò la propria vita alla penitenza, alla preghiera ed all’espiazione. Analfabeta, il Crocifisso, che portava sempre con sé, gli disse: «Bernardo, non cercare tanti libri, ti bastano le mie piaghe per leggere e meditare».

In Arte e Letture si propone Georges de La Tour, uno dei massimi pittori del Seicento francese, con la sua Maddalena penitente, di fronte all’immagine riflessa di sé stessa, nel buio di una stanza silenziosa. Più che in penitenza, Maddalena è colta nella meditazione sulla vanità e fugacità dei piaceri del mondo. Non ha l’aureola e nemmeno le vesti classiche: l’autore ha portato infatti la santa nel tempo presente dello spettatore, per farla sentire più vicina, accessibile e quindi più facilmente imitabile nel suo modello di conversione.

La fede, espressa dai primi cristiani in immagini, è al centro di un’interessante intervista alla professoressa Penelope Filacchione, storica dell’arte specializzata in iconografia paleocristiana e docente del corso Vedere e raccontare la fede: l’eredità del mondo antico nella prima arte cristiana, promosso dalla piattaforma online «Schola Palatina».

Un altro docente di «Schola Palatina», il prof. Stefano Torelli, ricorda la figura di Josquin Desprez, di cui quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte, ricorrenza passata sotto silenzio, dimenticata, benché si stia parlando del più grande musicista mai esistito, l’ultimo della Cristianità occidentale indivisa.

Chiudono il numero di luglio di Radici Cristiane le consuete rubriche ovvero le News, L’arte racconta, le Letture consigliate, I lettori ci scrivono e l’Agenda di luglio. Per informazioni e abbonamenti, è possibile visitare il sito www.radicicristiane.it 

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