Sei cimiteri cattolici profanati nel Bessin, misteriose le cause

cimiteroAltri due cimiteri cattolici sono stati profanati in Francia. In circostanze misteriose e con modalità sospette.

Il primo caso si è verificato a Tracy-sur-Mer (nella foto), un villaggio di 350 abitanti nei pressi di Calvados. Qui una quarantina di lapidi è stata strappata dal suolo, gettata a terra, poi distrutta. Almeno 6 pesanti crocifissi, invece, sono stati prima sradicati, quindi ritrovati conficcati nel terreno, ma capovolti. In merito è intervenuto il Vescovo di Bayeux-Lisieux, mons. Boulanger, che ha espresso «il proprio dolore e la propria vicinanza alle famiglie sotto choc per la violenza scatenata contro le tombe dei loro cari defunti. Assicuro loro il mio sostegno e la mia preghiera – ha proseguito – Sabato prossimo celebrerò sul posto una S.Messa di riparazione». Sconcerto è stato espresso anche dal Sindaco del paese, Jean Bedez: «E’ rivoltante – ha detto – Davvero non si comprende bene cosa possa passare per la testa di questa gente».

Il secondo episodio, del tutto simile, si è verificato nel vicino cimitero di Saint-Béat, a sud della Haute-Garonne. Anche qui, stesso scenario: altre 20 tombe profanate e seriamente danneggiate.

Ciò che più lascia perplessi è quanto riferisce la gente del posto. Che racconta di altri quattro casi analoghi capitati nei dintorni, tutti di recente: a Sommervieu, a Longues-sur-Mer, a Bazenville ed a Ryes. Sono tutti Comuni del Bessin, in tutti è stato seguito il medesimo modus operandi e, si ipotizza, probabilmente ad opera degli stessi autori. Del resto sembrano essere un po’ troppi gli elementi in comune, per pensare a semplici coincidenze.

Gli inquirenti sembrano orientati ad attribuirne la responsabilità ad un gruppo di balordi, di giovinastri ubriachi o drogati. Ma i particolari della vicenda inducono a non fermarsi a quella che pare essere la soluzione in apparenza più semplice.

In merito agli eventi di Tracy-sur-Mer e Saint-Béat si sono mosse anche le più alte cariche istituzionali francesi: dal ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, che ha assicurato di voler «individuare e punire al più presto gli autori» al Presidente della Repubblica, che ha condannato tali «atti indegni» sino al primo ministro Valls, che su Twitter ha espresso «disgusto e sdegno» per l’accaduto.

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