Pianificazione familiare nelle Filippine. È passata la legge

Non si potranno avere più di due figli. Per farlo, la nuova legge “di salute riproduttiva” fornirà pillole ormonali, contraccettivi meccanici, pratiche di sterilizzazione maschile e femminile.
Una bomba morale a tempo” l’ha definita mons. Villegas. “Molto meglio utilizzare il denaro speso per l’educazione e la tutela della salute”.
Quello appena votato era un disegno di legge presentato ripetutamente da 14 anni.
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18 dicembre 2012
Filippine, passa la legge sulla pianificazione familiare

Ferma opposizione dell’episcopato che propone una prospettiva diversa da quella del governo

Nelle Filippine non si potranno avere più di due figli. Lo ha decretato il Governo approvando un provvedimento che rifiuta l’aborto clinico, ma promuove un programma di pianificazione familiare che invita le coppie a limitare le nascite. Il testo del provvedimento – denominato Legge “di salute riproduttiva” – introduce, inoltre, nel formulario farmaceutico nazionale pillole ormonali, contraccettivi meccanici e garantisce assistenza ospedaliera pubblica per pratiche di sterilizzazione maschile o femminile. Tutto questo per rispondere ai problemi della sovrappopolazione.

L’arcivescovo di Lingayen-Dagupan e vicepresidente della Conferenza episcopale delle Filippine, monsignor. Villegas, oltre a definire la nuova legge “Una bomba morale a tempo”, non nasconde la preoccupazione che “l’ampia e libera possibilità di accedere ai contraccettivi”, consentita dalla nuova legge, “finirà col portare alla distruzione della famiglia”, e “aprirà ulteriormente le porte all’aborto e alla violenza contro le donne” come riporta nel rilancio della notizia l’ agenzia AsiaNews.

Molto meglio sarebbe – prosegue monsignor. Villegas – utilizzare il denaro speso per i contraccettivi per l’educazione e la tutela della salute. Trentun anni fa – durante il Viaggio Apostolico a Manila – il beato Giovanni Paolo II, disse rivolgendosi al Presidente e alla Nazione filippina: “Mantenete inviolato il diritto alla vita del nascituro e difendete fermamente la esaltante dignità della maternità. Proclamate con vigore il diritto dei genitori ad essere liberi da coercizioni economiche, sociali e politiche, quando essi si sforzano di seguire i dettami di una retta coscienza nel determinare le dimensioni della loro famiglia in accordo con la volontà di Dio. Affermate con forza la grave responsabilità dei genitori di far crescere i loro figli secondo la loro dignità umana. Difendete i figli da influenze corruttrici e sostenete le strutture della vita familiare. Una nazione va così come va la famiglia e quando l’integrità e la stabilità della vita familiare non è esposta al pericolo, così sarà pure per la stabilità della nazione e per i compiti che essa deve assumere davanti al giudizio della storia”.

Per di più è proprio il testo della Costituzione delle Filippine (sez. 11 e 12) che, almeno nella carta, si pone a tutela della persona umana: “Lo Stato valorizza la dignità di ogni persona umana e garantisce il pieno rispetto dei diritti umani”; e ancora – assolutamente in controtendenza con le pretese della nuova Legge di salute riproduttiva – : “Lo Stato riconosce la santità della vita familiare, protegge e rafforza la famiglia come fondamentale istituzione sociale autonoma. Esso protegge la vita della madre e la vita del nascituro fin dal concepimento”; e infine lo Stato protegge “il diritto naturale e primario e il dovere dei genitori all’educazione dei giovani, per l’efficienza civica e lo sviluppo del carattere morale riceverà il sostegno del governo”.

di Michelangelo Nasca

Fonte: Vatican Insider
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13 dicembre 2012
Filippine: la legge sulla contraccezione e l’aborto passa alla Camera

È fra i paesi considerati più cattolici, ma dopo 14 anni oggi è stata votata una norma sulla pianificazione familiare che apre a una legislazione sull’aborto.

Nelle cattoliche Filippine è passata alla Camera la legge scongiurata dalla Chiesa che permette il controllo delle nascite, che prevede la diffusione di pillole abortive e contraccettivi, preludio di una vera e propria norma sull’aborto. Il testo di legge è presentato ripetutamente al governo da 14 anni. E il nuovo presidente in carica ha fatto della norma una sua battaglia fino a introdurla con 113 voti favorevoli contro 104. Il Senato dovrà votare il 17 dicembre prossimo. La Chiesa aveva chiesto preghiere e digiuni ai fedeli, ma i migliaia di fedeli hanno sfilato per le strade in questi giorni per protestare contro la norma.

LA CHIESA. Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, che martedì aveva annunciato una veglia di preghiera al santuario di Nostra Signora di Guadalupe di Makaty City, ha parlato dell’emendamento sulla contraccezione e le pillole abortive, come di una scelta «sfortunata e tragica», ma non ancora vinta. Tagle ha ringraziato per «lo sforzo di formare le coscienze e di contribuire alla costruzione del bene comune» tutti coloro che hanno votato contro la norma. Ma questa votazione, ha continuato, «chiede alla Chiesa di più, di essere più presente fra i poveri, le famiglie, le donne e i bambini». La partita non sarebbe ancora finita per il vescovo Teodoro Bacani di Novaliches che ha parlato della necessità di educare e «svegliare le coscienze».

Redazione

Fonte: Tempi.it

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