Aggredito sacerdote fedele al Rito Romano

Il parroco di San Michele a Ronta (Firenze) è stato picchiato da un “fedele”, che gli ha procurato lesioni a una spalla. La vittima, il sacerdote italo-argentino don Hernan Garcias Pardo, aggredito all’interno della canonica alla presenza delle sorelle e della madre terrorizzata, ha dovuto farsi curare al pronto soccorso dell’ospedale di Borgo San Lorenzo.
Così si è chiuso il cerchio di una lunga serie di avvertimenti con lettere anonime e cartelli affissi alla canonica: «Tu sei stato duro ma ti romperemo la testa. Firmato [ndr] Il tuo amico Satana».

Questo è uno dei tanti messaggi minatori inviati a don Hernan. La sua colpa, quella di celebrare la santa Messa anche nella forma straordinaria del Rito latino, liberalizzata dal Santo Padre Benedetto XVI. La notizia del vile atto sacrilego è apparsa il 26 luglio, su “Il Giornale della Toscana”.

Le reiterate intimidazioni non hanno fatto desistere il sacerdote che viene accusato di «disperdere il gregge», soprattutto non gli perdonano l’amministrazione della Santa Comunione in bocca ed in ginocchio invece che in mano, allo stesso modo di Benedetto XVI.
Dà noia che abbia escluso l’accompagnamento della Liturgia con le chitarre, che usi i paramenti di colore nero per la celebrazione delle esequie e che abbia ripristinato l’uso del canto gregoriano. Infine non vien tollerato che abbia tolto il cosiddetto “altare”, posticcio, dal Santuario della Madonna dei Tre Fiumi, per tornare a celebrare sull’altare antico, “rivolto al Signore”, proprio come ha voluto celebrare il suo arcivescovo, mons. Betori, nella basilica di San Lorenzo, prima della Processione del Corpus Domini, la sera di giovedì 23 giugno 2011. Questi i “delitti” che gli son valsi le percosse.

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