Nozze gay, la Francia ha calpestato le intese internazionali!

giustiziaNon stupisca la sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che di fatto vorrebbe imporre la pratica dell’utero in affitto all’Italia. Né stupiscano i “matimoni gay”, di cui la magistratura nazionale ha comandato la registrazione all’Anagrafe, come accaduto a Grosseto. Di queste bizzarrie è piena la giurisprudenza, ad ogni latitudine e ad ogni longitudine. Il che non è per niente casuale, ma dimostra come vi sia sotto una strategia globale, che – complice una regia più o meno occulta – se ne infischia dei codici in vigore nei vari Stati, ritenendo la Legge uguale per tutti… tranne che per loro, benché alle matricole, nelle facoltà di Giurisprudenza, ancora si insegni ostinatamente il contrario!

La conferma giunge dalla Corte di Cassazione francese che lo scorso 28 gennaio ha giudicato valida l’”unione” di due uomini – un francese e un marocchino -, a dispetto dell’accordo bilaterale vigente tra i due Paesi. Accordo ratificato nel 1981 e relativo allo «statuto delle persone e della famiglia», nonché alla «cooperazione giudiziaria»: esso prevede che, in caso di matrimonio franco-marocchino, ciascuno dei due componenti della coppia si conformi alla normativa patria. E quella marocchina proibisce assolutamente le “nozze” tra due persone dello stesso sesso. Ma per “certa” magistratura – complici i silenzi istituzionali e, di contro, la grancassa mediatica – non v’è proprio accordo o norma che tenga, benché in teoria questi abbiano la precedenza! Dopo i verdetti dell’Alta Corte e della Corte d’Appello di Chambéry, è bastato un ricorso del pubblico ministero, per mandare tutto a carte quarant’otto e farsene un baffo dei codicilli, proclamando i due uomini regolarmente “sposati”. E la saggia certezza, per la quale «pacta sunt servanda», valida per secoli, oggi si scopre “sfrattata” dal diritto civile ed internazionale.

Invero, l’art. 4 dell’accordo prevede deroghe, ma solo qualora la legge in vigore risulti «manifestamente incompatibile con l’ordine pubblico»: tradotto, per la Corte di Cassazione, le “nozze” gay sarebbero divenute un “diritto fondamentale”, dopo la legge Taubira del 17 maggio 2013. E’ evidente come il verdetto sia più politico che giurisprudenziale ed, al contempo, comporti l’ennesima invasione di campo da parte dei giudici nelle prerogative dell’esecutivo.

Così ecco la Corte Suprema francese imporre la legge Taubira per le unioni con cittadini stranieri al Marocco, attentando arbitrariamente ed unilateralmente alla sua sovranità. Ed a quella di tutti quegli Stati regolati da identiche convenzioni, come l’Algeria, la Bosnia, la Cambogia, il Kosovo, il Montenegro, la Polonia, la Serbia, la Slovenia e la Tunisia. Se tale metodo dovesse applicarsi anche ad altri campi giurisprudenziali o all’ambito fiscale, è facile prevedere che caos provocherebbe…

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