Natale senza presepe nella scuola materna di Bareggio

Il copione si ripete in provincia di Milano. Nella scuola materna tolto ogni riferimento a simboli religiosi cristiani in occasione del Natale.
Sulla questione interviene il vicepresidente provinciale Umberto Maerna, ma intanto molti si chiedono il senso di queste iniziative.

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12 dicembre 2012
BAREGGIO Natale senza simboli religiosi alla scuola materna, a chi giova?
C’è una buona ragione per celebrare il Natale senza simboli religiosi? No, ma nella scuola materna di via Gallina per buonismo o magari per una sorta di tolleranza capovolta, invece, hanno pensato che sopprimere ogni riferimento a Gesù, alla Madonna e alla Natività sarebbe stata una scelta altamente democratica e rispettosa.
E già, perché si sono convinti che facendo sparire con un gioco di prestigio gli elementi tradizionali della ricorrenza in occasione delle recite scolastiche si sarebbe scongiurato il rischio di offendere atei e credenti di altra confessione. Uno strano modo di interpretare la sensibilità religiosa, ma tant’è.
Succede anche questo quando la confusione regna sovrana e si confonde la tradizione cultural-religiosa con l’integrazione. Insomma in nome di una presunta attenzione per chi non si riconosce nella tradizione cristiana si è cancellato ogni allusione religiosa al Natale, senza per questo migliorare l’integrazione.
Mai come in queste circostanze le “minoranze”, senza chiedere o pretendere nulla, si son viste riconoscere su un piatto d’argento “diritti” che non avrebbero mai accampato. Se la scuola, come luogo d’eccellenza, pratica la “discriminazione” alla rovescia c’è poco da sperare.
Ma è Natale e a Natale si è tutti più buoni, anche verso chi abusa della bontà altrui.
Vien da dire come Gesù sulla croce “Padre, perdona loro che non sanno quel che fanno”. Intanto sulla vicenda si è registrato un intervento del vicepresidente provinciale Umberto Maerna che ha dichiarato che “non è negando simboli e volti della tradizione cristiana ed europea, nella quale tutti dobbiamo poterci riconoscere, che si fa vera e autentica integrazione” Proprio così, ma chi glielo dice ai solerti autori dell’iniziativa

Fonte: Stataleforum

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