Messico: dai 10 anni aborto senza che mamma e papà lo sappiano

AbortoNuovo, gravissimo attentato in Messico all’equilibrio fisico, psichico e soprattutto spirituale dei ragazzi. Il governo ha, infatti, approvato la normativa ufficiale NOM047, con cui si stabilisce che i minori tra i 10 ed i 19 anni possono liberamente accedere ai servizi di «salute sessuale e riproduttiva», rivolgendosi al personale medico anche senza essere accompagnati dai genitori. Possono pertanto richiedere consigli sul da farsi – ciò che l’antilingua traduce in «comunicazione integrale» – anche in caso di gravidanze “indesiderate”, senza escludere che possa esser loro suggerito il ricorso all’aborto clinico, a quello chimico ed a tutti i metodi della contraccezione. Pazzesco. Specie perché rappresenta un’evidente violazione al buon senso ed alla decenza, peraltro in aperto contrasto con la vigente legge generale sui Diritti dei bambini e degli adolescenti.

A lanciare l’allarme ed a denunciare l’accaduto è stata l’agenzia Actuall. Il Comitato Nazionale Pro Vita ha già espresso ed ancora intende esprimere al Consiglio dei Ministri la propria assoluta contrarietà a tale norma, che – avverte – risulta totalmente priva di qualsiasi fondamento giuridico. Non solo: viola il sacrosanto diritto dei genitori di educare i figli liberamente secondo i propri valori e secondo i propri principi. Con la legge in oggetto si prevaricano totalmente le prerogative del padre e della madre, scavalcandole senza riconoscer loro alcun margine di intervento, neppure nell’eventualità che i figli, ancora immaturi, possano assumere decisioni tragiche ed immettersi in un tunnel di lutto e disperazione enormemente più grande di loro. Il Comitato ha preannunciato di voler esercitare pressioni, affinché vengano accolti degli emendamenti in grado quanto meno di limitare il più possibile i danni di tale devastante legge.

Anche tramite CitizenGo è stata lanciata una raccolta-firme a tutela dei giovanissimi e delle loro famiglie. Sembra proprio di capire che non sia finita qui la battaglia combattuta in nome di un grande principio non negoziabile, quello della Vita, principio che ancora una volta appare gravemente minacciato. Oltre tutto sulla pelle di minori (fonte: Corrispondenza Romana).

Donazione Corrispondenza romana