Malta cattolica? Coi laburisti al potere è solo un ricordo…

ministre-maltais-Helena-Dally-journée-vs-homophobieMalta cattolica è ormai un ricordo lontano. Dall’arrivo dei Laburisti al potere, nel 2013, tutto è cambiato. Certo, la Costituzione ancora indica il Cattolicesimo quale religione ufficiale. Ma l’isola è ormai precipitata nel vortice di una politica fortemente antifamiliare, come rilevato dall’agenzia Médias-Presse-Info. E come dimostra il fatto che, da un anno a questa parte, il Presidente della Repubblica, Maria Luisa Coleiro Preca, abbia firmato una legge, che autorizza le “unioni civili” tra omosessuali, adozione compresa.

Peraltro sotto l’influenza del ministro per le Libertà civili, Helena Dalli (nella foto, durante l’intervento alla Giornata internazionale contro l’omofobia), Malta ha adottato una legislazione gender, dettata chiaramente e direttamente dalla lobby Lgbt già in occasione del Forum Intersex internazionale, tenutosi in loco, non a caso, nel dicembre 2013. Forum, cui la stessa Dalli ha partecipato, uscendone entusiasta. E decisa ad introdurre a casa propria nuove normative gay friendly al più presto, come lei stessa ha ammesso. Dicendosi peraltro «fiera» che la legge uscitane «garantisca il diritto all’integrità fisica ed all’autodeterminazione».

Non a caso in un comunicato ufficiale Paolo Côrte-Real, co-presidente della lobby Ilga-Europa (il cui acronimo è già tutto un programma: International lesbian, gay, bisexual, trans ed intersex association), ha dichiarato in merito: «Dire che questa legge è una tappa importante e rivoluzionaria per i diritti umani è quasi un eufemismo. Deve servire come riferimento ed ispirazione per altri Paesi europei, chiamati ancora a progredire nei criteri d’eguaglianza Lgbt. La nostra normativa per loro rappresenta un barlume di speranza». Parole molto chiare. Ed inequivocabili.

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