Maldive. Prima incarcerato poi espulso. Aveva libri cristiani.

Dopo 23 giorni di detenzione è stato espulso dalle Maldive. La sua colpa? Possedere libri cristiani scritti in lingua locale.
Nelle Maldive il 98,5 per cento della popolazione è musulmana, e non è consentito pregare in pubblico. Ogni trasgressione è punita con la prigione e l’espulsione.
Nel 2011 espulso insegnante per aver caricato l’immagine di Maria Vergine sul computer della scuola.

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6 dicembre 2012
Espulso cristiano dalle Maldive: paradiso delle spiagge, dell’islam radicale e della discriminazione
Jathish Biswas è stato incarcerato per 23 giorni nelle Maldive perché trovato con dei libri cristiani scritti in lingua locale. È stato espulso dall’arcipelago il 19 ottobre scorso. Dal 2008 nelle Maldive è vietato pregare in pubblico e fare proselitismo.

di Leone Grotti

Jathish Biswas, dirigente di un’organizzazione a fini sociali, è stato incarcerato per 23 giorni nelle Maldive perché è stato trovato con dei libri cristiani scritti in lingua locale. Dopo il periodo di detenzione è stato espulso dall’arcipelago il 19 ottobre scorso insieme a un cittadino degli Stati Uniti a lui collegato dalle indagini. La notizia, riportata da Avvenire, conferma le Maldive come uno dei paesi più intransigenti nel mondo per quanto riguarda la libertà religiosa. La Costituzione del 2008 definisce l’islam religione di Stato e vieta costituzionalmente ai cittadini di praticare una religione diversa da quella islamica. Nelle Maldive il 98,5 per cento della popolazione è musulmana, i cristiani sono l’1 per cento ma non possono farsi riconoscere.

IL PARADISO DELLA DISCRIMINAZIONE. Il paradiso delle spiagge accerchiate da stupende palme nasconde una discriminazione nei confronti di tutte le religioni diverse dall’islam sistematica. Le leggi proibiscono la costruzione di chiese o altri luoghi di culto diversi dalle moschee, è vietato pregare in pubblico, non è permesso importare materiale religioso, come anche la Bibbia, se non per uso strettamente personale. Scrive Avvenire: «Dopo l’espulsione nel 1998 di tutti gli stranieri coinvolti in attività missionarie, ai visitatori è consentito una pratica di fede esclusivamente privata e individuale. Il solo sospetto di proselitismo porta all’espulsione, ma anche a periodi detentivi. Come quello dello scorso anno per l’insegnante indiano Shijo Kokkattu, denunciato da un collega per avere caricato l’immagine della Madonna e alcuni canti mariani nel computer della scuola».

L’ATTENTATO. La politica discriminatoria delle Maldive è relativamente nuova: il 12 settembre 2007 in un violento attentato sono rimasti feriti 12 turisti stranieri. Allora le Maldive hanno seriamente rischiato di diventare una meta turistica sconsigliabile e di conseguenza il governo ha smantellato tutti i covi dei simpatizzanti di Al Qaeda, che si erano impadroniti degli atolli più esterni dell’arcipelago, e per evitare tensioni di qualunque tipo ha proibito il proselitismo.

Fonte: Tempi.it

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