Libertà religiosa a rischio in Ucraina

Una nuova legge renderà più difficile esercitare il proprio culto. Proposta complicazione per la registrazione delle organizzazioni religiose, controlli alle loro attività, modifica del diritto di riunirsi pacificamente. Inoltre, sarà molto più difficile per i ministri religiosi stranieri ottenere il permesso di soggiorno in Ucraina.
Diffuso un accorato appello di tutte le chiese cristiane per chiedere almeno un confronto fra le parti.

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3 novembre 2012
Le Chiese cristiane in Ucraina: disegno di legge mette a rischio la libertà religiosa

I rappresentanti delle Chiese cristiane in Ucraina e di organizzazioni non governative che si battono per la difesa dei diritti umani, appoggiati da responsabili di associazioni e da vari studiosi, hanno chiesto al presidente della Repubblica, Viktor Janukovič, «come garante dei diritti costituzionali e delle libertà dei cittadini», di porre il veto sul progetto di legge n. 10221 approvato dal Parlamento il 16 ottobre scorso, in modo da impedire qualsiasi modifica della legge sulla libertà di coscienza e sulle organizzazioni religiose.
I previsti cambiamenti al provvedimento — secondo i rappresentanti delle Chiese, riferisce L’Osservatore Romano — sono significativi perché riguardano la registrazione delle organizzazioni religiose, il controllo delle loro attività e il diritto costituzionale di riunirsi pacificamente. Una decisione presa «senza alcuna discussione in Parlamento e nonostante l’unanime obiezione delle comunità religiose».

L’appello delle Chiese cristiane a Janukovič è stato diffuso giorni fa al termine di un incontro al quale hanno partecipato responsabili della Chiesa ortodossa ucraina – Patriarcato di Kiev, della Chiesa ortodossa ucraina – Patriarcato di Mosca, della Chiesa greco-cattolica, della Chiesa cattolica e di varie chiese rappresentanti evangelici, battisti e luterani. Nel documento — pubblicato sul sito in rete dell’Institute for Religious Freedom e ripreso dal Religious Information Service of Ukraine — le Chiese contestano la possibilità di cambiare la legge dopo la sua entrata in vigore, dal momento che ciò causerà «un significativo deterioramento della legislazione nel campo della registrazione delle organizzazioni religiose e della sua attuazione e, soprattutto, rappresenterà un’offesa per le comunità religiose e un tradimento nei confronti delle Chiese, le quali speravano in un rafforzamento degli accordi e nelle promesse dei funzionari a vari livelli sull’intangibilità della legge relativa alla libertà di coscienza, senza il consenso delle varie denominazioni».

Ecco perché — concludono — il veto del presidente Janukovič al disegno di legge n. 10221 «è l’unica soluzione capace di prevenire l’aggravarsi dei conflitti inter-ecclesiali e l’indignazione della comunità religiosa, in modo da mantenere la pace interconfessionale». Di pochi giorni fa è anche la lettera aperta inviata al capo dello Stato da organizzazioni non governative, associazioni e studiosi, nella quale si esprime preoccupazione per l’approvazione parlamentare del disegno di legge che, nel caso di entrata in vigore, «creerebbe considerevoli ostacoli all’attuazione del diritto costituzionale dei cittadini alla libertà di religione».

Fonte: http://it.radiovaticana.va/news/2012/11/03/le_chiese_cristiane_in_ucraina:_disegno_di_legge_mette_a_rischio_la_li/it1-635429

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19 ottobre 2012
Ucraina. Modificata legge su libertà di culto, più difficile il riconoscimento di un ente religioso

Ottenere in Ucraina lo status di “persona giuridica” per una organizzazione religiosa diventa “particolarmente difficile”. L’affermazione è dell’Istituto per la libertà religiosa (Irf) e si rifà alla decisione del 16 ottobre scorso, quando il Consiglio supremo ucraino ha approvato la normativa di modifica alla Legge ucraina sulla libertà di culto e sulle organizzazioni religiose. Tale modifica – sostiene l’Irf, riferito dall’agenzia Sir – “complica l’attuale procedura”, poiché “vengono infatti introdotte due procedure di iscrizione distinte, quella relativa ai documenti legali e quella relativa all’iscrizione statale (da effettuarsi nel registro unico delle persone giuridiche)”.

A diventare più complessa è anche la procedura tramite la quale i ministri religiosi stranieri possono ottenere il permesso di soggiorno in Ucraina, necessario per conseguire il visto. Ora, le organizzazioni religiose dovranno richiedere questi permessi al Ministero della cultura di Kiev: una procedura – prosegue il Sir – che contraddice l’articolo 24 della Legge ucraina sulla libertà religiosa e sulle organizzazioni religiose. I rappresentanti dell’Irf sottolineano che, con questa legge, la maggioranza parlamentare “non ha assolutamente preso in considerazione” la posizione della comunità religiosa e gli accordi raggiunti tra il Consiglio delle Chiese e l’autore della legge, il rappresentante permanente del presidente, Yurii Miroshnychenko, e il ministro di Giustizia ucraino.

Lo scorso anno, in una dichiarazione rivolta al presidente, il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese e degli Enti religiosi (Auccro) aveva preso posizione considerando inopportuno fare modifiche affrettate alla legge vigente nelle condizioni attuali. “La posizione comune delle confessioni – aveva asserito l’Auccro – in merito alla questione aperta resta invariata: senza un consenso sugli emendamenti legislativi proposti, la messa a punto della nuova formulazione della legge dell’Ucraina ‘Sulla Libertà di culto e gli enti religiosi’ dovrebbe essere rimandata”. (A.D.C.)

Fonte: http://it.radiovaticana.va/news/2012/10/19/ucraina._modificata_legge_su_libert%C3%A0_di_culto,_pi%C3%B9_difficile_il_ricono/it1-631243

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