In Francia la Beatificazione di padre Toulorge, “martire della verità”

(su News.Va del 29-04-2012) Oggi pomeriggio nella cattedrale di Coutances, cittadina francese nella Bassa Normandia, viene elevato agli onori degli altari padre Pierre-Adrien Toulorge, il monaco premostratense ghigliottinato durante la Rivoluzione francese, che il Papa ha ricordato nel Regina Caeli, ringraziando il Signore per averci donato questo “luminoso martire della verità”. A presiedere il rito di Beatificazione sarà il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Roberta Barbi: un lungo cappotto verde abbottonato fino al collo, la barba rasata di fresco come chi si prepara per la festa e i capelli legati sul davanti, per facilitare il lavoro del boia.

È domenica pomeriggio, il 13 ottobre 1793, quando padre Pierre-Adrien Toulorge, 37 anni, procede a passo spedito verso quella sagoma sinistra che per la prima volta si staglia contro il cielo di Coutances: la ghigliottina, macchina di morte re-inventata dalla rivoluzione. Al suo passaggio la folla ammutolisce, non per l’orrore di quanto sta per consumarsi davanti ai suoi occhi, ma per la serenità che esprimono quelli del monaco. “Cosa dirà la gente se saprà che, avendo rinunciato al mondo, abbiamo difficoltà a lasciarlo? – era stato il suo commento alla notizia della propria imminente esecuzione – Come può essere che io, peccatore, abbia la gioia di essere coronato con il martirio?”.

Sono parole degne di un martire, le sue, come sottolinea il cardinale Amato:
“Diceva il Beato Giovanni Paolo II: «I martiri, e più ampiamente tutti i santi nella Chiesa […] fanno risuonare con permanente attualità le parole del profeta: guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro(Is 5,20)»”.

Padre Toulorge è ricolmo di gioia perché sa che presto vedrà il Volto di Dio, per questo ha il coraggio di lasciare dietro di sé il mondo, come scrive nelle tre lettere di congedo indirizzate rispettivamente al fratello, a un amico e a una persona mai identificata: “Vi auguro la benedizione di Dio, alle cui mani affido la mia anima”. Non era il primo religioso a essere ucciso dalla storia in quel periodo, e non sarebbe stato l’ultimo. È ancora il cardinale Amato ad aiutarci a comprendere quegli anni: “Nell’autunno del 1793 era iniziata la fase più cruenta della rivoluzione francese, quella del Terrore. Preti e religiosi fedeli a Roma furono perseguitati, incarcerati, sommariamente processati e giustiziati. Non volendo sottoscrivere il giuramento di fedeltà alla rivoluzione, si diede alla clandestinità. Fu arrestato nel settembre del 1793, fu infine condannato a morte”.

Padre Toulorge, vicario secolare a Doville a soli 25 anni, è ricordato in Francia come il “martire della verità”. Ciò perché, con l’avvento del Terrore e il suo rifiuto di cedere alla Costituzione civile del clero, pensando di essere perseguibile, ripara nell’isola anglo-normanna di Jersey. Fu un errore fatale, perché la legge si applicava solo al clero civile e non ai monaci; mentre la fuga lo mette nella condizione di “emigrato rientrato”, una volta tornato in Francia. Catturato, dapprima negherà di essere scappato altrove, ma poi gli risuonano nel cuore le parole di Gesù: “Che il vostro parlare sia sì sì, no no…” e dice la verità. Il giudice, che aveva creduto alla sua versione dei fatti, ora non può che condannarlo.

Una sentenza inflitta per aver detto la verità, valore universale che è anche il principale insegnamento del monaco, come spiega il porporato: “Il suo martirio è un invito a vivere con coerenza e fedeltà la comunione con Gesù, nonostante le ferite e le sofferenze di ogni genere, che la moderna società infligge al Vangelo, con ideologie errate sul concepimento della vita umana, sull’aborto, sul matrimonio tra uomo e donna, sull’eutanasia. Apprendiamo dal Beato Martire Toulorge a far fronte, con la grazia e la preghiera, a questa cultura di morte, affrontando con perseveranza e fortezza i sacrifici per restare fedeli a Cristo, via, verità e vita”.

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