Demolita chiesa copta in Egitto da estremisti islamici

Al Fayyum

Centinaia di estremisti all’attacco di due edifici in costruzione. Distrutti il centro parrochiale e una sala per le riunioni.
Dopo la caduta del governo, in Egitto sono aumentate le violenze, spesso legate anche a diatribe fra le comunità. E i tagli alla sicurezza non promettono nulla di buono.
Episodi simili già avvenuti nel maggio e nel luglio del 2011. In entrambi i casi gli estremisti non volevano la costruzione di nuove chiese.

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16 gennaio 2013
Egitto: estremisti islamici demoliscono una chiesa copta ad al Fayyum

Centinaia di islamisti hanno demolito un edificio di proprietà della chiesa copta ortodossa di S. Giorgio a Taymah nella diocesi di al Fayyum (Egitto centrale a 133 km a sud del Cairo). Secondo l’agenzia di stampa egiziana Mcdirect il fatto è avvenuto martedì pomeriggio. Al momento sono sconosciuti i motivi dell’assalto. I due edifici, una sala per le riunioni e un centro per gli eventi parrocchiali erano in costruzione. Padre Rafic Greiche portavoce della Chiesa cattolica egiziana, sottolinea che tali fatti sono ormai diventati comuni nell’Egitto governato dai Fratelli musulmani.

“Questa settimana – afferma – altri tre edifici sono stati attaccati in altre zone dell’Egitto”. Secondo il sacerdote “tali fatti accadono nelle aree rurali e sono spesso legati a diatribe fra la comunità copta e quella musulmana. L’odio religioso è solo un pretesto. A ciò si aggiunge il clima di impunità e insicurezza, che in questi anni ha permesso a molti famiglie legate alla criminalità di agire indisturbati”. Dopo la caduta del presidente Mubarak e la salita al potere dei Fratelli musulmani e dei salafiti, gli attacchi contro chiese ed edifici cristiani sono aumentati.

Nelle aree più povere del Paese, ma anche nella capitale, i tagli alla sicurezza hanno colpito l’esercito e la polizia che sono impotenti di fronte a questi assalti fomentati dai salafiti. Con il loro denaro e le loro promesse, gli estremisti spingono gli abitanti a cacciare i cristiani per impadronirsi delle loro terre, sfruttando l’assenza di una legge chiara che regola la costruzione di edifici religiosi.

Il 7 luglio 2011 un centinaio di estremisti armati di bastoni e spranghe ha occupato uno spazio situato a pochi metri dalla chiesa di S. Mina a Shubra al-Kheima, nel cuore del Cairo. Come nel caso di Taymah sul luogo era in costruzione un nuovo centro di incontri della parrocchia. Nell’indifferenza della polizia, gli islamisti hanno presidiato il luogo per più di 24 ore e issato uno striscione con la scritta “Moschea Ebad al-Rahman”. Un altro caso è quello avvenuto nel maggio 2011 a Merinab (Aswan – Alto Egitto) dove oltre 3mila musulmani incitati dall’iman locale hanno incendiato la piccola chiesa copta del villaggio accusando i cristiani di averla costruita senza il permesso delle autorità. (R.P.)

Fonte: Radio Vaticana

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