Cresce satanismo nel Veneto

Secondo il Gris (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa) si tratta di un vero e proprio boom. Ben 35 gruppi satanici in Veneto, 500 in tutta Italia. Crescono con la crisi finanziaria: molte persone cercano soluzioni diverse ai loro problemi.
Il magistrato Ferraro: esistono intrecci anche fra sesso, massoneria e caserme militari.

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27 novembre 2012
«Sos satanismo» Il Gris: boom di gruppi e sette

Ben 35 gruppi satanici in Veneto, 43 se si contano ancheFriuli e Trentino. Tante le segnlazioni giunte al telefono antiplagio: Giuseppe Bisetto, presidente del Gris, gruppo di ricerca sulle sette, ha lanciato l’allarme domenica, nel convegno sul satanismo in seminario. «In 13 anni di servizio abbiamo raccolto 1.500 segnalazioni, saranno almeno 500 i gruppi che si rifanno al satanismo sono vere e proprie sette sataniche», spiega Bisetto, che ricorda come al Gris si rivolgano i familiari degli adepti. « Con la crisi sono in aumentate le persone attirate da questi gruppi, perché cercano soluzione diversa ai loro problemi». A Treviso si sono simpatizzanti dei Bambini di Satana a Preganziol e Mogliano, e sono stati registrati “movimenti sospetti” nella zona del Montello.

A dieci anni di distanza dall’ultimo convegno sul satanismo, il Gris ha registrato forte interesse: 200 persone al convegno, e molti giovani. Merito anche di David Murgia, conduttore di «Vade Retro» su Tv2000, dove racconta di esorcismi e di incontri col diavolo. E dal palco si è ricondotto al satanismo anche l’assassinio di Melania Rea. È stata citata una dichiarazione di Paolo Ferraro, magistrato, il quale affermava come «Parolisi appartenga a setta fondata dall’ufficiale americano Michael Aquino». Secondo il Gris, questa setta presenta intrecci tra sesso e massoneria ed è particolarmenre legate alla caserme militari. Melania l’avrebbe scoperto, Pagando con la vita? (fe.cip.)

Fonte: Tribuna di Treviso
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23 novembre 2012
Bevono sangue umano in un locale notturno: così nascono i nuovi “vampiri”
La denuncia del Gris: aberrante rito fra quattro giovanissimi trevigiani consumato in laguna, a “iniziarli” il proprietario

di Paolo Calia

VENEZIA – Il sangue umano bevuto come rito propiziatorio per ottenere, forza, vigore, successo e soldi: è il vampirismo, fenomeno ormai uscito dagli schermi della televisione o dai cinema per radicarsi profondamente nelle abitudini di tanti giovani. È uno degli aspetti più inquietanti che emergono dagli studi del Gris, il gruppo di ricerca sulle sette guidato da Giuseppe Bisetto. E i brindisi a base di sangue non sono nemmeno così rari.

«Quattro ragazzi trevigiani dai 17 ai 18 anni – racconta Bisetto – hanno confessato di aver partecipato a un rito del genere in un locale notturno del veneziano. Noi abbiamo segnalato ogni cosa alle autorità e adesso quel locale è chiuso da tempo. Il titolare, noto per essere un tipo stravagante, avvicinava i giovani clienti che riteneva più malleabili e li inoltrava al vampirismo. La prova cruciale era bere, dai dei comuni bicchierini di caffè, il suo sangue. In questo modo legava i suoi adepti, convinti di aver assimilato ogni suo potere, di riuscire così a ottenere i suoi soldi e il suo successo solo bevendo quel sangue. Di fronte a casi come questo è inutile parlare dei pericoli che si corrono a venire a contatto con il sangue altrui, delle malattie che si possono prendere dell’Aids. Purtroppo questo è un fenomeno in ascesa».

Il «vampirismo» va di moda. Viene venduto al cinema in film patinati, con protagonisti giovani, belli e forti. Le serie tv si sprecano, il lato oscuro viene blandito, solleticato, quasi venduto come qualcosa tutto sommato di positivo. «Un tempo i giovani per trasgredire si vestivano di nero, era l’epoca del dark. Adesso quel filone si è trasferito nel vampirismo, fenomeno di gruppo alimentato dalla cinematografia e dalla pubblicità che si fa a feste tipo quella di Halloween. I giovani si aggregano, fanno gruppo e certe pratiche diventano quasi come una droga. Da qui ad altre forme di devianza il passo è breve. In molti poi passano all’esoterismo fino a finire in gruppi e circoli satanici. Ci sono quelli “acidi”, dove è abituale l’uso di droghe o di violenza, a quelli “rossi” basati su pratiche sessuali”.

E qual è l’identikit del ragazzo-vampiro o satanista? «Non ci sono categorie tipo, questi fenomeni possono coinvolgere tutti: giovani, anziani, persone mature di ogni tipo. Alla base c’è la delusione per la vita, la voglia di cambiare, di trovare strade più soddisfacenti. Si cerca, insomma, altro».

Fonte: Il Mattino

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