Bestemmie on line. I gruppi aggressivi

Bestemmia cartelloNon tutti i gruppi si accontentano di bestemmiare e basta sulle pagine di Facebook. Alcuni di loro pensano che, in fondo, la bestemmia in compagnia sia poco divertente.
No, ci vuole altro. È molto più spassoso andare ad infastidire sani gruppi di preghiera o offendere i cristiani nei loro spazi. Così, molti bestemmiatori sono passati alla “fase operativa”.
Grazie alle molte e precise segnalazioni di utenti, che ci hanno scritto su Anche tu corrispondente, dopo larticolo della scorsa settimana, siamo ora in grado di ricostruire anche questo nuovo modo di procedere.
Partiamo dai casi più semplici, perché come sempre ci sono diverse sfumature.
Spesso gruppi isolati propongono e operano attacchi estemporanei. Si incontrano sulle pagine che frequentano e si richiamano a vicenda. Poi, annoiati, decidono di coordinare un attacco verso un gruppo cristiano. Qualcuno fornisce un indirizzo e dopo pochi minuti si ritrovano tutti insieme a lanciare bestemmie in luoghi dove nessuno se lo aspetta.

Ma ci sono anche altre modalità, quasi istituzionalizzate. Ci sono gruppi che si definiscono “armata” e sono comunità che hanno diverse migliaia di “Mi piace”. Il loro obiettivo è quello di distruggere con gli insulti delle pacifiche pagine, gettando un mare di oscenità nei vari post.
Alcuni di questi vengono tolti, ma l’insistenza è tale e protratta nel tempo che molti degli iscritti, disgustati, abbandonano la pagina. Così, iniziative pregevoli e di forte contenuto spirituale vengono sfasciate.
Le “armate” vanno però fiere di sopratutto di altre operazioni. Ed è quello che loro chiamano conquista di una pagina. In pratica, dopo un periodo di partecipazione passiva, riescono ad inserirsi come amministratori, eliminano quelli precedenti, sostituiscono immagini di copertina, informazioni, album ecc. e da quel momento prendono il pieno possesso della pagina bestemmiando. Poi, ovviamente, sbandierano con fierezza il loro risultato.
A quel punto il gruppo di preghiera precedente è completamente distrutto, non è più possibile chiuderlo o modificare i contenuti, e per sempre resterà l’inquinamento dell’armata.

La domanda principale è: come fanno? Sono degli hacker, dei programmatori? No, niente di tutto questo. Lo schema è molto più semplice e un utente ben informato ci ha spiegato come succede.
I bestemmiatori all’inizio si iscrivono al gruppo con un profilo innocuo, imbattibile. Forse duplicano l’identità di altre persone, ma non è un dato sicuro. Nella prima fase “passiva” si danno molto da fare, intervengono, scrivono cose in sintonia con la pagina, aggiungono contatti. Tutto, insomma, come fosse davvero dei sostenitori.
In questo modo si conquistano la fiducia degli amministratori, fino a quando riescono a farsi dare i dati di accesso alla pagina (probabilmente insistendo su una collaborazione continua).
Ed è qui che sta il grosso errore. Una volta in possesso del login e della password possono fare quello che vogliono e il gruppo è conquistato.
Un meccanismo semplice, fin troppo, che gioca sulla buona fede delle persone.
Per questo consigliamo di non fidarsi mai di nessuno, neanche di chi sembra particolarmente convinto e sincero. Purtroppo in rete non si sa mai con chi si ha a che fare. Sopratutto non date mai i dati di accesso a persone che non conoscete personalmente. Meglio sacrificare un po’ della continuità tanto valorizzata su Facebook, magari inserendo meno contenuti, piuttosto che dare le chiavi a sconosciuti.
Ricordiamo, comunque, che è sempre in funzione un servizio anti-spam su Facebook, in grado di monitorare questi gruppi. Nei casi più fastidiosi è invece possibile rivolgersi alla Polizia Postale, che ha tutta l’autorità e la competenza per oscurare i siti/gruppi malevoli e rintracciare (sempre) chi li amministra. Specie quando si tratta di vere e proprie infrazioni come queste.

Noi di “NoCristianofobia” ci stiamo dando da fare per capire sempre meglio il fenomeno della bestemmia gratuita on line. Non resteremo con le mani in mano.
Chiunque abbia notizie, informazioni, non esiti a contattarci. Faremo tutto il possibile per contrastare questa pessima abitudine.

La Redazione

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