Attacco in chiesa a Bangui: lutto nazionale

BanguiMezz’ora secondo alcuni testimoni, due ore secondo altri: difficile calcolare quanto sia durato l’inferno scatenato nella chiesa di Nostra Signora di Fatima lo scorso 28 maggio, in pieno centro, nella capitale del Centrafrica, Bangui. Incessanti colpi di mitragliatrice sono risuonati nel tempio, mentre i corpi delle vittime cadevano, uno ad uno.

Secondo un pastore, Padou Romaric, gli aggressori erano musulmani, «giunti a bordo di due 4×4 bianche e di alcune moto. Erano armati di lanciarazzi e granate», che hanno lanciato contro i fedeli. Molti. Moltissimi. Nella chiesa, infatti, avevano trovato rifugio diverse migliaia di sfollati, per sfuggire alle violenze interconfessionali, che hanno gettato il Centrafrica nel caos. «La gente è corsa in camera mia per trovare scampo, ce n’era ovunque, si nascondeva sopra e sotto il letto. Pregava in silenzio e nel terrore», ha raccontato don Gabriel, il parroco. Era nel presbiterio, quando è iniziato l’attacco: «Quando ho lasciato la mia stanza, c’erano cadaveri per terra, anche davanti al tempio, molti erano i feriti. Gli anti-balaka, le milizie cristiane, mi han detto di andare via».

Pesante il bilancio finale: 15 morti secondo i dati ufficiali, 20 secondo le forze di Misca. Tra questi, un sacerdote di 76 anni, don Paul-Emile Mzale: «Che pace è possibile in un Paese, ove si fa irruzione in chiesa per ammazzare dei preti?», si chiede Eric, uno dei giovani, che hanno eretto una barricata nei pressi della chiesa di Nostra Signora di Fatima. Altre barricate sono state allestite nelle vie della capitale, paralizzata dalla violenza.

Dopo l’attacco alla chiesa, il Presidente del regime di transizione, Catherine Samba-Panza, ha proclamato un lutto nazionale di tre giorni ed invitato la popolazione a mantenere la calma, benché il clima sia rimasto arroventato: altre due persone almeno sono state colpite mortalmente a colpi d’arma da fuoco nel corso di una delle tante marce e manifestazioni di protesta autorizzate, promosse a Bangui con migliaia di partecipanti. Altri tre individui sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave: attualmente si trovano ricoverati presso il Community Hospital del posto.

E sempre a Bangui, anche questo venerdì, si sono uditi degli scoppi sin dalle prime ore del mattino, in diversi quartieri. Altri probabilmente se ne sentiranno nei prossimi giorni. Il Centrafrica sta attraversando una crisi acuta.

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