UNGHERIA: verso il divieto integrale di aborto in Costituzione

Fidesz, il partito conservatore al governo dell’Ungheria da circa un anno, come aveva promesso per bocca del suo leader (e attuale presidente del consiglio) Viktor Orban, ha presentato al Parlamento di Budapest il testo della nuova Costituzione che dovrebbe sostituire quella varata all’indomani del crollo del regime comunista, nel 1989.


Molte le novità che fanno ben sperare per il futuro: il testo prevede infatti espressamente la tutela del matrimonio (quale unione unica e naturale tra un uomo e una donna) e riconosce il diritto alla vita dell’embrione come diritto inalienabile, senza eccezioni. Se questa disposizione passerà anche in seconda lettura (il partito dispone già ora dei due terzi dei deputati) la conseguenza immediata, già lamentata dalle lobby abortiste presenti nel Paese, sarebbe la messa fuorilegge sic et simpliciter della pratica abortiva in quanto tale. Inoltre, secondo il nuovo testo lo Stato si impegna a riconoscere pubblicamente la natalità e la gratifica concretamente, premiando le famiglie numerose e incentivando la formazione di nuove: una disposizione apposita stabilisce infatti che le famiglie con bambini potranno esprimere un voto in più nelle consultazioni elettorali.

Si tratta di un’altra decisione storica che vedrebbe l’Ungheria quale primo Paese al mondo a garantire il diritto di rappresentanza politica ai minori, da tempo auspicato anche in Italia e in diversi Paesi dell’Occidente per dare più “peso politico” alle famiglie quali soggetti sociali che fondano la comunità civile, orientandone sensibilmente l’agire (e che preesistono quindi ad essa, non la seguono, secondo il principio di sussidiarietà), ma finora mai realizzato. Come se non bastasse, il preambolo del testo attuale, facendo riferimento alla storia del Paese, aggiunge che la Nazione ungherese ha contribuito in modo determinante alle radici dell’identità europea «combattendo i Turchi nel Medioevo, fino alla rivoluzione del 1956» [il riferimento è alla storica insurrezione popolare contro il regime comunista che portò alla liberazione del Primate d’Ungheria, il Servo di Dio Jozsef Mindszenty (1892-1975), ndr]. Nel complesso, un panorama che impressiona in positivo e decisamente in controtendenza rispetto al vento laicista che soffia nel resto dell’Europa. Entro la fine di aprile si dovrebbe tenere il voto definitivo.

Donazione Corrispondenza romana