Una radio gestita da cattolici per i 2 milioni di rifugiati iracheni

GollnischSi chiama Radio al-Salam e non a caso ha iniziato a trasmettere da Ainkawa: questo è il villaggio cristiano, sito nei pressi di Erbil, dove in molti si sono rifugiati dal nord dell’Iraq, per sfuggire alla sanguinaria avanzata dell’Isis.

Al-Salam intende essere l’ emittente delle popolazioni sfollate dalle proprie abitazioni a causa della furia terroristica islamica. Sono tante, si tratta di oltre 2 milioni di persone. La creazione della radio è stata fortemente voluta e sostenuta dall’organizzazione cattolica L’Œuvre d’Orient, guidata da mons. Pascal Gollnisch (nella foto, con papa Benedetto XVI). Il proposito è quello di «costruire un ponte tra gli sfollati di differenti comunità – ha spiegato il direttore, Vincent Gelo – inclusa quella curda che li ospita». E’, infatti, la regione autonoma del Kurdistan a dare un riparo a quasi la metà dei rifugiati siriani, tra cui, oltre ai cristiani, figurano anche yazidi, turkmeni ed altre minoranze.

Tra gli obiettivi de L’Œuvre d’Orient figurano, oltre allo scopo principale ovvero l’aiuto dei Cristiani d’Oriente, anche l’evangelizzazione e l’apostolato sociale, dando aiuto concreto ai sacerdoti e realizzando centri di formazione per catechisti con biblioteche. Certamente l’accesso al mezzo radiofonico rappresenta, in tal senso e se ben utilizzato, un’opportunità in più per donare il conforto della Parola di Dio ai tanti, che si trovano nel dolore e nel bisogno.

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