UE: reazioni alla sentenza della Corte Europea

Indignate le reazioni di alcune personalità politiche di fronte alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha stabilito che esporre il crocifisso nelle classi della scuola pubblica è contrario al diritto dei genitori di educare i loro figli secondo le proprie concezioni religiose, e al diritto degli alunni alla libertà di religione.


«La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione», ha affermato l’On. Alfredo Mantovano in un comunicato del 3 novembre. «Se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione – continua l’Onorevole –, ancora di più il Duomo che “incombe” su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo disporrà l’abbattimento di entrambi? A un’Europa così è civile ribellarsi: perché, prima ancora che ingiusta, è profondamente stupida». La Senatrice Laura Bianconi del Pdl sostiene in una nota: «La sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che ha detto no ai crocifissi nelle aule scolastiche denota l’accanimento contro quelle che sono le nostre radici giudaico cristiane, imponendo un concetto di laicità che porta all’alienazione totale del credo di ognuno di noi, oltre ad essere in contrasto con quanto affermato sul tema dal Consiglio di Stato». «Il Consiglio di Stato – puntualizza la Senatrice – aveva già precisato che sotto il profilo religioso non vi è alcuna valenza discriminatoria, nell’esposizione del crocifisso in classe, in quanto è parte della nostra cultura e civiltà. Se continuiamo con questa deriva anti-cristiana tra qualche tempo ci verrà vietato anche di portarlo al collo, anche per questo trovo giusto che il nostro Governo reagisca contro questa sentenza».

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