Sempre più feroce la furia anticristiana degli insorti Isil a Mosul

MosulLa conferma è giunta dall’Arcivescovo caldeo di Mosul, ,mons. Amel Shamon Nona: dopo aver preso il controllo della città, gli insorti dell’Isil, il sedicente Stato islamico dell’Iraq e del Levante, hanno distrutto la statua della Madonna. L’hanno fatta precipitare dalla torre-orologio del santuario dedicato all’Immacolata (nella foto pubblicata da ankawa.com), ricostruito nel 1743 sul sito dell’antica chiesa Al Tahira del VII secolo, peraltro caro alla devozione dei fedeli, che qui accorrono sempre numerosi. L’interno del tempio, invece, non sarebbe stato violato.

Si è purtroppo replicato quanto già avvenuto nella città siriana di Raqqa. Altre statue avrebbero subìto la stessa sorte, anche nel Nord dell’Iraq: quella promossa dai musulmani è una vera e propria battaglia iconoclasta. Sempre più frequenti circolano anche le voci relative ad una “tassa personale”, che i miliziani vorrebbero imporre ai pochissimi cristiani rimasti, per lo più anziani. Alcuni di loro, assunti come dipendenti pubblici, sono stati licenziati. La situazione va rapidamente peggiorando e, di ora in ora, si fanno sempre più pesanti le imposizioni.

Nel corso di un’intervista televisiva, il ministro iracheno per i diritti umani, Mohammed Shia al Sudani, ha accusato i ribelli dell’Isil di aver commesso atrocità nella Piana di Ninive a danno dei civili: chiese incendiate, donne cristiane violentate (cinque si sarebbero per questo suicidate), gabelli pretesi dalla minoranza religiosa sempre più inerme, sempre più sparuta, ma anche lasciata sempre più sola dalla comunità internazionale.

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