Rosario al collo e un Cristo impiccato. Così i “soliti idioti” ritirano un premio per Cattelan

Soliti idioti1Maurizio Cattelan doveva ritirare il premio d’arte Alinovi-Daolio. Ma, invece di presentarsi, ha mandato in sua vece i due “Soliti idioti” Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio.
Così è iniziato uno spettacolino di dubbio gusto all’interno dell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, con i due comici (?) vestiti da prete e con tanto di rosario al collo. Alle loro spalle, immagini di Cattelan anche lui in abiti sacerdotali. Una di queste ritraeva un Cristo impiccato.
Il perché di questa trovata? “
Don Maurizio Cattelan deve tutto il suo successo a Santa Madre Chiesa,” spiegano i due soliti idioti, probabilmente convinti di essere divertenti.
Ma la performance non è piaciuta a nessuno. Il critico d’arte Renato Barilli l’ha definita “una pagliacciata”. “
Non nominerò mai più il nome di Cattelan in vita mia perché ha offeso la memoria di Roberto Daolio,” ha poi ribadito “Mi vergogno di tutto quello che ho detto su Cattelan e non credo che il premio gli debba essere conferito”.

Il direttore dell’Accademia Mauro Mazzali: “Il dadaismo può arrivare a limiti leggermente insopportabili”. Un ex studentessa di Daolio: “Questa non è cultura, è uno spettacolo indegno che dobbiamo sopportare da vent’anni”.
***
26 ottobre 2013
Maurizio Cattelan manda I soliti idioti a ritirare un premio

BOLOGNA. Maurizio Cattelan non si è presentato a ritirare il premio Alinovi-Daolio che gli doveva essere consegnato ieri mattina nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Al suo posto,…

BOLOGNA. Maurizio Cattelan non si è presentato a ritirare il premio Alinovi-Daolio che gli doveva essere consegnato ieri mattina nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Al suo posto, l’artista padovano ha inviato il duo comico composto da Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, in arte “I soliti Idioti” che, vestiti da preti – come in uno dei loro sketch – hanno illustrato alcune immagini inviate da Cattelan (una ritraeva un cristo impiccato, altre lo stesso artista in abiti sacerdotali) condendole con le loro gag. Una scelta, quella di Cattelan, che ha lasciato di stucco uno dei principali promotori del premio, il critico d’arte Renato Barilli, che ha definito quella andata in scena «una pagliacciata», spiegando anche come sia stata offesa la memoria di Roberto Daolio (critico d’arte scomparso lo scorso giugno e cui il premio era per la prima volta co-dedicato).

Quella di Barilli è stata peraltro l’unica reazione pubblica.

Fonte: Mattino Padova
***

Cattelan dà forfait al premio e manda “I soliti idioti”

Ennesima provocazione dell’artista che doveva ricevere il riconoscimento dedicato a Francesca Alinovi e Roberto Daolio, manda i due comici vestiti da prete. L’indignazione generale e dell’organizzatore Barilli: “Siete due guitti, è una cosa pietosa”

di PAOLA NALDI

Maurizio Cattelan provoca ancora il mondo dell’arte. Atteso all’Accademia di Belle arti per ricevere il Premio intitolato a Francesca Alinovi e Roberto Daolio, non si presenta e al suo posto manda la coppia di comici “I soliti idioti”. Vestiti da prete (padre Boi e padre Giorgio), rosario al collo, i due hanno iniziato a tessere le lodi di “Don Maurizio Cattelan” che a dir loro “deve tutto il suo successo a Santa Madre Chiesa” a partire dalla famosa opera “La nona ora” con Papa Wojtyla colpito da un meteorite, fino all’ultimo lavoro, ancora inedito un Cristo in croce raffigurato però come un impiccato.

Una trovata non gradita, tanto che Renato Barilli, tra i teorici dell’arte contemporanea più accreditati all’interno dell’Università, oggi in pensione, sbotta e cerca di fermare la performance. “Mi vergogno e mi scuso. Voi siete dei guitti e questa è una cosa pietosa”. E dopo aver tessuto le lodi dell’artista padovano per un’ora, aggiunge: “Non nominerò mai più il nome di Cattelan in vita mia perché ha offeso la memoria di Roberto Daolio. Mi vergogno di tutto quello che ho detto su Cattelan e non credo che il premio gli debba essere conferito. Amen”. Stupore e sgomento hanno attraversato la platea, composta da studenti, ex studenti, critici, artisti, professori, galleristi. Gli occhi lucidi di lacrime, commossi, i presenti si sono però divisi nel giudicare la performance. “Il dadaismo può arrivare a limiti leggermente insopportabili”, ha commentato il direttore dell’Accademia Mauro Mazzali. “Questa non è cultura, è uno spettacolo indegno che dobbiamo sopportare da vent’anni”, ha sottolineato un’ex studentessa di Daolio che poi scappa in lacrime.

Fonte: Repubblica 

Le foto sono di Repubblica

Soliti idioti2

Donazione Corrispondenza romana