RECENSIONI LIBRARIE: uno scritto polemico del celebre scrittore africano

Il famoso scrittore e polemista latino Tertulliano (160-230 d.C.), nativo dell’Africa romana, non fu soltanto un grande esaltatore del Cristianesimo, ma fu anche un implacabile avversario delle eresie cristiane che, tra il II e il III secolo d. C. contendevano già seriamente la purezza della dottrina rivelata dal Cristo e testimoniata dagli Apostoli.

La casa editrice romana Città Nuova ha recentemente pubblicato, nella sua collana Testi Patristici, una tra le più interessanti opere di Tertulliano: il trattato polemico Contro gli eretici (pp. 102, € 7). Quest’opera, il cui giusto titolo sarebbe Le prescrizioni, scritto pochi anni dopo la conversione dell’Autore del paganesimo alla fede in Cristo, affronta con piglio decisamente polemico il dilagare delle eresie e la difesa della dottrina cristiana.

Lo stile dell’opera è aspro, incisivo, graffiante, secondo il ben noto modo di scrivere di questo formidabile scrittore: Tertulliano rivendica che solo la Chiesa, in quanto fondata da Cristo e depositaria delle Sacre Scritture, ha il diritto di formulare la sacra dottrina. Gli eretici non solo non hanno questo diritto, ma essi, al contrario, sono dei manipolatori della vera dottrina cristiana. Tertulliano, che aveva già polemizzato a lungo con l’eretico Marcione, intende mostrare con questo scritto l’inconsistenza, l’assurdità e l’incoerenza delle dottrine eretiche, spesso utilizzate per secondi fini (di arricchimento personale o di soddisfazione dei propri capricci) da parte di capi sette loschi e furbi come Simon Mago, Carpocrate, Basilide, Saturnino, cerdone, Marcione, Valentino e molti altri.

Ma questo breve trattato, oltre che per la polemica contro le eresie del tempo, risulta assai utile anche perché fornisce molte notizie storiche sulla Chiesa dell’epoca, sui costumi dei cristiani tra il II e il III secolo, sull’importanza che le sacre scritture avevano già per le comunità cristiane dell’epoca. Ne viene fuori un libretto avvincente, che si legge d’un fiato, apprezzabile anche da chi predilige le letture storiche piuttosto che quelle prettamente religiose.

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