RECENSIONI LIBRARIE: come andare a Messa e non perdere la fede

Celebrazioni eucaristiche lunghe e stiracchiate. Omelie incomprensibili e noiose. Simboli e gesti liturgici che non dicono più nulla, né ai fedeli né ai praticanti occasionali. In Italia la frequenza alla S. Messa domenicale è in calo costante e si aggira su una media di 15 persone su 100.

In altri Paesi europei, eccezion fatta per Irlanda e Polonia, la partecipazione è addirittura inferiore. Diversi cattolici disertano l’Eucaristia celebrata in parrocchia perché dicono «di annoiarsi a Messa» o «di non capire quello che vi accade». Per altri le letture della Bibbia paiono anacronistiche, incenso e genuflessioni sono solo orpelli devozionali e l’elevazione di calici e libri sacri mero folclore, lontano da ogni autentica spiritualità. Nicola Bux, docente di Liturgia orientale e di Teologia dei sacramenti nella Facoltà Teologica di Bari e consultore dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Papa – offre un prontuario di indicazioni semplici e pratiche per chi vuole riavvicinarsi al rito della S. Messa cercando di comprenderne il significato originario: quello che gli diede Gesù nell’ultima cena con i dodici Apostoli a Gerusalemme, prima di morire sulla croce (Nicola Bux, Come andare a Messa e non perdere la fede, Piemme, Milano 2010, pp. 128, € 12,00).

Una citazione dell’Autore riassume il senso dell’opera: «La liturgia, e in particolare la celebrazione eucaristica, riflette un barlume della bellezza infinita del Creatore. Nelle nostre celebrazioni domenicali manca da ormai troppo tempo il ‘senso del bello’. Tutto è diventato stanca routine».

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