Ratzinger con rossetto e ombretto. È la locandina del Cineforum Gay della Statale

Cineforum gay stataleSe questa locandina non ti piace, sei omofobo. È questa la trappola dialettica, neanche tanto nascosta, della comunicazione del Cineforum Gay alla Statale di Milano. Il tema? Omosessualità e religione.
Una comunicazione discutibile quella degli studenti dell’Università, offensiva, che non aspetta altro che il minimo accenno di contestazione pur di aggredire. Pur di dire che i cattolici sono i peggiori omofobi. E non importa se è una questione di limiti, di arroganza e di offesa a milioni di cattolici. Non importa. Ciò che conta è dimostrare che l’Altro è un omofobo.
Il Giornale la definisce “
Blasfema. Un’offesa all’intera comunità cattolica”. Per di più finanziata da soldi pubblici. Peggio che mai all’interno di una Università che, per diffondere la tolleranza, butta odio contro un intero gruppo di persone.
Laura Boella, docente di Filosofia Morale, gioca la carta della satira per giustificare tutto: “
La scelta di questi studenti va contestualizzata e come nella satira va rifiutata la misurazione”. Forse la Boella non ha capito che la satira dovrebbe far ridere e in questa locandina non c’è nulla che inciti al sorriso. Inoltre se la satira è frutto di intelligenza e buon gusto, qui mancano entrambi. E per carità, non si cominci a dire che un’offesa può mascherarsi in modo satirico, perché a quel punto si può dire tutto.
Andrea Nicolussi, giurista dell’Università Cattolica, non è molto d’accordo: “
Quell’immagine è piuttosto una provocazione paradossale, chi combatte la discriminazione a sua volta discrimina. Da cattolico mi ha colpito il fatto che il Papa emerito come essere umano è stato trattato male: è una persona anziana che ha scelto di ritirarsi dalla vita pubblica e la sua volontà è stata violata».
Sarà anche così, ma ancora una volta gli anti-omofobi hanno perso l’occasione di evitarsi una brutta figura, nonché l’uscita di una brutta locandina che non c’entra niente.

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17 novembre 2013
Papa Ratzinger con il rossetto, lite su un volantino per una rassegna su omosessualità e religione

La professoressa: polemica pretestuosa Il giurista: no, Benedetto trattato male come uomo

MILANO – Il Papa emerito Joseph Ratzinger truccato con ombretto e rossetto: è l’immagine di una locandina esposta nei giorni scorsi all’università Statale di Milano dal «Gruppo gay» dell’ateneo per lanciare un cineforum su omosessualità e religione. La rassegna si chiude martedì con la terza e ultima proiezione ma nel frattempo il confronto si è spostato sull’opportunità di quell’immagine.

LA POLEMICA – «Blasfema. Un’offesa all’intera comunità cattolica», scrive il Giornale . «E con i soldi pubblici della Statale». Un consigliere comunale di Forza Italia, Matteo Forte, parla anche di «vilipendio all’autorità religiosa». Immediata la replica. «Attenzione alla censura». «Il vero problema non è la provocazione ma l’omofobia». Mentre gli studenti del collettivo intanto smentiscono di aver ricevuto dall’ateneo quattromila euro solo per cineforum e locandine.

I PROFESSORI – Per Laura Boella, cattedra di Filosofia Morale nello stesso ateneo, si tratta di una «polemica pretestuosa»: «La scelta di questi studenti va contestualizzata e come nella satira va rifiutata la misurazione». Non soltanto. «È un bene che in università gli studenti organizzino occasioni di conoscenza e informazione su un tema così importante e delicato quale è l’omofobia», aggiunge la professoressa. Ma c’è un richiamo per gli studenti che hanno proposto quell’immagine. «Occorre sempre tenere presente quale può essere l’effetto delle nostre scelte su chi si trova nella posizione opposta alla nostra». Andrea Nicolussi, giurista dell’università Cattolica e nel comitato nazionale per la bioetica, premette che «non è scandalizzato» e che è colpito dalla scelta di quel trucco pesante: «Veicola un’immagine della persona omosessuale che non è rappresentativa». Poi osserva: «Presentare temi così importanti in chiave antagonista significa rinunciare a una riflessione pacata e serena che invece è necessaria». Ma quella locandina è un’«offesa ai cattolici»? «Nel mondo cattolico ci sono tante anime ma in generale non c’è vittimismo. Quell’immagine è piuttosto una provocazione paradossale, chi combatte la discriminazione a sua volta discrimina. Da cattolico mi ha colpito il fatto che il Papa emerito come essere umano è stato trattato male: è una persona anziana che ha scelto di ritirarsi dalla vita pubblica e la sua volontà è stata violata».

I FINANZIAMENTI – Dall’università Statale poi un chiarimento sul finanziamento. «Per il cineforum il contributo è di poche centinaia di euro. E si tratta di fondi presi dalle tasse universitarie degli studenti. A valutare i progetti poi è una commissione composta da docenti e studenti del gruppo di sinistra e di destra».

Fonte: Corriere.it

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