PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: vescovi iracheni chiedono la pace per l’Iraq

Il 14 e 15 dicembre, presso la sede del Parlamento Europeo di Strasburgo, una delegazione di vescovi iracheni ha illustrato la situazione dei cristiani in Iraq. La delegazione era composta dall’arcivescovo di Mosul dei Siri, mons. Basile Georges Casmoussa, dal vicario patriarcale caldeo di Baghdad dei Siri, mons. Matti Shaba Matoka, e dal vicario patriarcale caldeo di Baghdad, mons. Shlemon Warduni.


«Vogliamo che l’Europa e l’Occidente esercitino pressioni sul Governo iracheno perché si garantiscano i diritti dei cristiani e delle minoranze religiose», ha spiegato mons. Casmoussa. Secondo il prelato non si può accettare la situazione di violenza che vive il Paese. «Per aiutare i cristiani in Iraq è necessario garantire la sicurezza, poter professare liberamente il proprio credo e frequentare senza paura i luoghi di culto» (www.tracce.it, 16 dicembre 2010).

In una conferenza stampa organizzata da Mario Mauro, presidente dei deputati PdL al Parlamento europeo, e dall’eurodeputato Jaime Mayor Oreja, i rappresentanti della Chiesa irachena hanno offerto una testimonianza sulle violenze contro i cristiani in Medio Oriente.

«Più di mille cristiani sono stati uccisi in Iraq – ha dichiarato Mario Mauro – e oltre un milione di sfollati ha lasciato il Paese negli ultimi anni. La situazione è drammatica: purtroppo oggi i cristiani sono ostaggio di una lotta per il potere iniziata dopo la caduta di Saddam Hussein. Vengono associati all’immagine dell’Occidente, diventando così il pretesto per le violenze terribili che subiscono e per soprusi come la confisca delle proprietà da parte degli aggressori».

Alla missione a Strasburgo, oltre i vescovi, hanno preso parte Melhem Riachy, docente di Geostrategia all’Università Kaslik in Libano, Elias Murr, consigliere del vice primo ministro del Libano, e Maroun Karam, presidente della Lega Maronita in Europa. «Siamo qui per chiedere il sostegno del Parlamento europeo e dell’Europa intera, affinché il Governo iracheno venga aiutato a mettere fine alle violenze contro i cristiani», hanno affermato i vescovi. «Chiediamo il rispetto delle minoranze e della libertà di religione. Chiediamo anche un’indagine internazionale su questi atti atroci, per capire se esistono dei mandanti dietro gli esecutori materiali».

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