PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: espropriato il cardinale Puljic

Lo scorso 17 novembre è stata emessa la sentenza definitiva del Tribunale Federale di Sarajevo che conferma l’esproprio dell’appartamento del cardinale Vinko Puljic situato nel palazzo della Diocesi. L’appartamento in questione, di proprietà della curia, venne espropriato dal passato regime comunista per inserirvi delle spie musulmane e comuniste.


Durante la guerra il cardinale rientrò in possesso dell’appartamento che venne trovato completamente pieno di microspie piazzate non solo in quell’appartamento, ma in tutto il palazzo, inclusa la stanza da letto del cardinale. A distanza di 15 anni, la vedova e alcuni parenti dell’ultima spia che aveva lì abitato e nel frattempo morta, si sono appellati al Tribunale per rientrare in possesso dell’appartamento in questione e, inaspettatamente e in violazione di ogni diritto, il Trbunale Federale ha deciso con sentenza definitiva, lo scorso 17 novembre 2010, di riassegnare l’appartamento a dette persone, invitando il cardinale ad andarsene. Il cardinale ha dichiarato che non lascerà l’appartamento.

Il tam tam delle agenzie croate non ha tardato a diffondere la notizia e in questi giorni si stanno intensificando trasmissioni e dibattiti che stanno generando una vera e propria ondata di protesta nel mondo cattolico croato e che potrebbe sfociare in ribellioni di piazza. Si parla della possibilità che possano essere organizzate manifestazioni di massa con pullman che confluiscano a Sarajevo da varie parti della Bosnia e della Croazia.

Ancora una volta il tutto accade nel silenzio della comunità internazionale. A tale proposito, ha segnalato il cardinale, l’austriaco Valentin Imzko, da lui convocato, ha dichiarato di non poter far niente, nonostante al colloquio fosse anche presente come testimone un Vescovo Sloveno che lo ha apertamente rimproverato per tale comportamento piratesco.

Non va dimenticato che, tutt’ora, l’Alto Rappresentante gode di pieni poteri in Bosnia Erzegovina e di fronte a violazione palesi del diritto o a sentenze discriminatorie, può intervenire direttamente rimuovendo d’ufficio il responsabile di tali comportamenti, fosse anche un Ministro. Di fatto tale esercizio non viene mai messo in atto per questioni politiche e per compromessi con il governo musulmano dell’SDA, specie dopo le indicazioni impartite dall’attuale amministrazione americana.

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