PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: cristiani erigono una statua di Gesù in Iraq

I cristiani del nord dell’Iraq hanno scelto di sfidare le minacce degli estremisti locali erigendo ad Hamdaniya una grande statua di Cristo Redentore, sul modello di quella del monte Corcovado a Rio de Janeiro. Più piccola della statua brasiliana (che è alta 38 metri), con i suoi circa quattro metri, la scultura irachena è diventata il monumento più visitato di Hamdaniya, la maggiore località cristiana nordirachena.

«Non si tratta di lasciare un segno della nostra presenza in questa regione poiché non abbiamo alcuna intenzione di andarcene. Erigendo una statua di Gesù con le braccia aperte, vogliamo lanciare un messaggio di pace e di coesistenza a tutti gli iracheni», ha affermato Bachar Girgis Habbache, 48 anni, coordinatore per gli Affari cristiani della città. «Abbiamo provato a vivere in maniera pacifica con tutti ma siamo stati minacciati», ha aggiunto. In una relazione pubblicata nel novembre 2009, l’organizzazione per la difesa dei diritti umani “Human Rights Watch” (“Hrw”) ha affermato che le minoranze, in particolare cristiane, del nord dell’Iraq, sono vittime collaterali del conflitto tra arabi e curdi ma anche di estremisti sunniti. «La statua rappresenta soltanto un’opera minuscola comparata a tutto ciò che i cristiani hanno fatto per l’Iraq nei secoli e se questa statua è amovibile, la storia dei cristiani in questo paese non potrà essere cancellata», commenta Habbache, che è incaricato della tutela dei monumenti religiosi.

L’iniziativa e la realizzazione sono il frutto del lavoro di due guardie di sicurezza locali dotate di vena artistica. «Con l’aiuto di 20 volontari, l’abbiamo costruita in meno di un mese. Abbiamo speso circa 150.000 dinari (128 dollari, ndr)», precisa uno degli artisti, Alaa Naser Matti. E aggiunge: «È fatta per durare oltre 30 anni. L’abbiamo dipinta di bianco, che è il colore della pace, e sarà restaurata ogni anno. Abbiamo scelto di fare un Gesù con le braccia aperte, il che significa che prende la città sotto la sua protezione e diffonde la pace in Iraq».

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