Perchè non vado a vedere Nanni Moretti

(di Camillo Langone su Libero) “Dopo averlo visto possono boicottarlo” ha dichiarato Nanni Moretti da Fabio Fazio: frase senza senso perché boicottare, dice il vocabolario, significa “impedire con ogni mezzo il successo di una persona o di un’iniziativa” e se io vado a vedere un film non sto impedendone il successo, lo sto favorendo.


Ma nel salotto di “Che bel tempo che fa” (non ho sbagliato titolo, l’aggettivo l’ho aggiunto volutamente siccome Fazio crede di vivere nel migliore dei mondi culturali possibili) Zingarelli e Devoto-Oli risultano illustri sconosciuti. Io “Habemus Papam” non lo sto boicottando: semplicemente ho deciso di non andare a vederlo.

Vorrei chiarire che non sono affatto contrario ai boicottaggi, se ne fossi capace boicotterei il 90% dei film, dei libri e dei programmi televisivi, ma dubito che le masse da multisala, Feltrinelli e decoder pendano dalle mie labbra. Di più: sono convinto che anche scendesse in campo la massima autorità morale esistente, appunto il Papa, e sconsigliasse urbi et orbi la visione della pellicola di Moretti, non si caverebbe un ragno dal buco. Al contrario: i media griderebbero alla censura e la plebe amorale e pecorona correrebbe al cinema. Non sia mai.

Quindi mi limito a spiegare i tre motivi per i quali io, personalmente, non vado a vedere “Habemus” manco se mi pagano. E ogni lettore singolarmente giudichi se faccio bene oppure no.

Motivo primo: perché voglio dormire la notte. La mia amica Donatella, una signora che abitualmente non soffre d’insonnia, domenica sul tardi mi ha spedito questa mail: “Camillo, non riesco a dormire e non sono andata a messa dopo aver visto dei cardinali così ridicoli nel film così mal girato”. Non voglio entrare nel merito cinematografico, che il film sia girato male o bene è del tutto ininfluente. Quello che conta è che un’opera possa turbare così profondamente da sottrarre una cattolica praticante come Donatella alla Messa delle Palme e al meritato riposo. Come minimo sui manifesti, sotto il titolo, bisognerebbe scrivere “Sconsigliato alle persone religiosamente sensibili”. Se Donatella non ha dormito una notte, io che sono religiosamente sensibilissimo (per stare male mi basta ascoltare in chiesa poche note di quello strumento profano che è la chitarra) non ci dormirei una settimana. Moretti non è un anticristiano volgare alla Almodovar e su questo siamo d’accordo, non bestemmia, non tira in ballo la pedofilia o lo Ior come farebbe un qualunque regista qualunquista: il suo lavoro è percorso da una blasfemia più sottile, troppo sottile per essere percepita dagli atei che in questi giorni lo applaudono, non abbastanza sottile, e perciò evidente, per chi ama la Chiesa in quanto Sposa di Cristo.

Motivo secondo: perché odio la psicanalisi. Moretti nel film fa la parte di uno psicanalista che psicanalizza il Papa ma un cattolico, e figuriamoci il capo della Chiesa cattolica, per i suoi problemi si rivolge a Dio, non allo strizzacervelli. Il freudismo non è una scienza bensì un’ideologia e per la precisione una fallimentare ideologia novecentesca, buona per cineasti attardati come Woody Allen o Marco Bellocchio, non certo per il vescovo di Roma. Il filosofo Franco Volpi ha spiegato che “la psicoanalisi e l’inconscio hanno dissolto i concetti di anima e di persona, perno dell’antropologia cristiana”. Che l’Io sia in concorrenza con Dio e il lettino in competizione con il confessionale sono cose che un Papa conosce perfettamente: mai si rivolgerebbe a uno psicanalista se non fosse un apostata però in questo caso non sarebbe un Papa, sarebbe un anti-Papa.

Motivo terzo: perché non mi interessa un Papa umano. Secondo la vulgata corrente, “Habemus” avrebbe il merito di umanizzare la figura del Sommo Pontefice. Per me è un demerito. Io nella Chiesa cerco il divino, non l’umano che già mi assale ovunque: accendo la televisione ed ecco una sfilata di casi umani, apro internet e mi viene rovesciato addosso il lato umano di qualsivoglia vicenda, mi guardo allo specchio e vedo un essere anche troppo umano. Avendo sete di sovrumano non boicotto l’arido Moretti: semplicemente non vado a vederlo.

Donazione Corrispondenza romana