Massacro di Woolwich: fondamentalismo islamico minaccia l’Inghilterra

Woolwich attack, suspect on street“Giuriamo davanti ad Allah che non smetteremo mai di combattervi. L’unica ragione per cui lo abbiamo fatto è che ogni giorno muoiono dei musulmani. Voi non sarete mai al sicuro. Sbarazzatevi del vostro governo”. Questa la dichiarazione di uno dei due giovani musulmani che hanno massacrato un passante a Woolwich.
Non è successo in una zona di guerra o in un luogo dal nome esotico, ma nella centralissima Londra. Il massacro avvenuto ieri, dai contorni ancora non chiari, è stato definito il “peggior attacco terroristico possibile dal punto di vista dell’intelligence”. Per gli aggressori (militanti “di basso livello”), per le armi (improvvisate), per le persone coinvolte (scelte a caso).
Secondo il racconto dei testimoni, i ragazzi hanno prima investito un giovane con la macchina, poi lo hanno aggredito a colpi di mannaia al grido “Allah è Grande”
. I due si sarebbero accaniti sul cadavere per almeno 15 minuti, “come se volessero rimuovergli gli organi”, “come se fosse un pezzo di carne”.

Chi cercava di avvicinarsi veniva minacciato con delle pistole. Dopo hanno iniziato a ballare e a farsi filmare e fotografare dai passanti.
La Polizia li ha arrestati, dopo un breve scontro.

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23 maggio
Che cosa è successo a Woolwich

Le cose che sappiamo, messe in ordine, sul brutale attacco di Londra

Un ragazzo è stato ucciso in modo brutale mercoledì pomeriggio a Woolwich, un quartiere a sud est di Londra, in Inghilterra, in quello che la stampa britannica e la grandissima parte degli osservatori – nonché il sindaco della città e David Cameron – hanno definito con ogni probabilità un attacco terroristico, il primo in città dagli attentati del 7 luglio 2005.

Le generalità della persona uccisa non sono ancora state ufficialmente confermate: i testimoni dicono che aveva circa vent’anni e che indossava una maglietta di “Help for Heroes”, un’organizzazione a sostegno degli ex militari. Secondo varie testate britanniche e alcuni parlamentari, era un soldato: nella zona dell’attacco c’è la caserma dell’artiglieria reale.

Stando al racconto dei molti testimoni, alle 14.20 ora locale una Opel Tigra blu è saltata sul marciapiede di John Wilson Street scontrandosi contro un palo e investendo un ragazzo. Due persone – anche loro due giovani uomini, neri – sono scesi dall’auto portando con sé diversi grossi coltelli da cucina, persino una mannaia, e hanno immediatamente aggredito e colpito il ragazzo urlando «Allah Akbar» (“Allah è Grande”). I due hanno infierito a lungo sul corpo del ragazzo, come hanno raccontato alla stampa britannica decine di testimoni che intanto osservavano quanto accadeva.

Il Telegraph e il Guardian hanno raccolto molte di queste testimonianze, secondo cui i due uomini hanno colpito il cadavere per almeno 15 minuti, “come se volessero rimuovergli gli organi”, “come se fosse un pezzo di carne”, “scavavano e scavavano e scavavano”, “come per farlo a pezzi e decapitarlo” (ma ci sono testimonianze contrastanti sul fatto che lo abbiano alla fine effettivamente decapitato). Dopo hanno mormorato per pochi istanti, come per pregare, e poi hanno trascinato il cadavere in mezzo alla strada.

Chi cercava di avvicinarsi veniva minacciato con delle pistole che nel frattempo uno dei due uomini aveva preso dalla macchina. La polizia non era ancora arrivata, probabilmente per la necessità di reperire agenti armati: nel Regno Unito di norma gli agenti della polizia non portano con sé delle armi. Nell’attesa che arrivasse la polizia, i due uomini non sono scappati ma sono rimasti sul luogo dell’attacco: ballando, chiedendo ai passanti di essere registrati e fotografati. Alcune persone hanno cercato di calmarli e distrarli. Soltanto ad alcune donne è stato permesso di avvicinarsi al cadavere: «Nessun uomo si avvicinerà al corpo», ha detto uno di loro a un ragazzo che aveva provato a raggiungere la persona uccisa.

Nel corso della serata di ieri è iniziato a circolare uno dei video girati dai passanti, diffuso dal canale televisivo ITV. Mostra uno dei due uomini, con le mani insanguinate e i coltelli ancora in mano, fare una specie di rivendicazione dell’omicidio.

L’uomo dice, nella trascrizione del Guardian:

«Giuriamo davanti ad Allah che non smetteremo mai di combattervi. L’unica ragione per cui lo abbiamo fatto è che ogni giorno muoiono dei musulmani. Uccidere un soldato britannico è occhio per occhio e dente per dente. Ci dispiace che delle donne abbiano dovuto assistere a tutto questo ma nelle nostre terre le donne devono vedere lo stesso. Voi non sarete mai al sicuro. Sbarazzatevi del vostro governo. A loro non importa di voi»

In un’altra versione del video, un po’ più lunga, l’uomo dice:

«Pensate che sarà Cameron a essere ucciso quando ci metteremo a sparare per strada? Pensate che saranno i vostri politici a morire? No, saranno persone normali come voi e i vostri figli. Quindi sbarazzatevi dei politici. Ditegli di riportare i nostri soldati a casa, così che possiamo vivere tutti in pace»

Quando è arrivata la polizia i due uomini sono corsi verso gli agenti, che hanno sparato alle loro gambe: ora sono entrambi ricoverati in ospedale, in due luoghi diversi, e uno dei due è in gravi condizioni.

Il primo ministro britannico, David Cameron, mercoledì si trovava a Parigi per il Consiglio europeo. È tornato stanotte a Londra, dove ha riunito un “COBRA”, che sta per “Cabinet Office Briefing Room”, cioè una riunione di emergenza del governo per ragioni di sicurezza. Durante una conferenza stampa a Parigi, ieri sera, Cameron ha detto che ci sono “forti indizi” che si tratti di un attacco terroristico. Lo stesso è stato detto dal sindaco di Londra, Boris Johnson. Molte testate britanniche oggi fanno notare come si tratti del peggior attacco terroristico possibile dal punto di vista dell’intelligence: condotto da militanti “di basso livello”, con armi improvvisate e contro persone a caso.

In serata nella zona di Woolwich si sono riuniti i manifestanti della English Defence League, un’organizzazione di estrema destra. Nel corso della protesta ci sono stati anche momenti di nervosismo e qualche lieve scontro con la polizia.

Fonte: Il Post

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