Magdi Cristiano Allam: “In piazza per vincere la paura”

(di Mauro Faverzani) Tragica la situazione in Nigeria, dove, indisturbati, gruppi di fondamentalisti islamici compiono strage tra i fedeli cattolici inermi, che partecipano alla Santa Messa. Piaga, questa, non circoscritta purtroppo a questo Paese, ma tassello di una cristianofobia dilagante a molte altre latitudini ed in molte altre Nazioni. Per questo l’associazione “Salviamo i Cristiani”, con la collaborazione della Fondazione Lepanto, ha promosso per mercoledì 18 luglio in piazza Santi Apostoli, a Roma, una manifestazione dal titolo “Salviamo i Cristiani”.

Tra i promotori anche Magdi Cristiano Allam, che lancia un appello per un’adesione convinta e massiccia all’iniziativa: “Noi ci troviamo in un’epoca storica buia per i cristiani e per il Cristianesimo -afferma- Si stima che su 10 persone che al mondo subiscono la violazione della libertà religiosa, 7 sono cristiani. E’ una situazione di emergenza, in cui il diritto alla vita, il diritto alla dignità ed alla libertà religiosa viene calpestato.

E’ necessario che si affermi a viva voce da parte di tutte le persone di buona volontà che non possiamo più accettare questa discriminazione, questa persecuzione, queste stragi, che ormai ripetutamente e regolarmente avvengono nei confronti di chiese e delle case dei cristiani, che finiscono per essere in automatico dei luoghi di martirio. Ormai sembra quasi scontato che ciò accada ogni domenica in Nigeria, in Kenya, in Egitto, in Pakistan, in Iraq, ma anche altrove…”
Perché in Occidente notizie come quelle relative alla Nigeria o non arrivano o passano in sordina? “Vengono tutt’al più relegate a notizie di cronaca -denuncia Magdi Cristiano Allam- Notizie ad effetto, alla pari di tante altre con morti ammazzati. Non se ne comprende la portata valoriale, identitaria, che concerne direttamente la sopravvivenza della nostra civiltà ed, aggiungo, anche della nostra umanità, perché parliamo di valori che sono assoluti ed universali. E questo avviene perché purtroppo questo nostro Occidente è sempre più scristianizzato, è sempre più relativista, sempre più laicista, sempre più islamicamente corretto.

Abbiamo pertanto paura di guardare in faccia alla realtà dei fatti, siamo addirittura conniventi con i nostri carnefici, comportandoci come Churchill definì coloro che si illusero di poter scendere a patti con i nazisti ovvero come chi «nutre il coccodrillo, nella speranza di poter essere mangiato per ultimo»”. La manifestazione “Salviamo i Cristiani” è apartitica, come a dire che la cristianofobia non è questione di etichetta, ma è un problema che riguarda tutti.

Per questo, è auspicato il coinvolgimento delle istituzioni, come dimostra anche la partecipazione annunciata del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno… “Esatto, noi vogliamo che questa manifestazione possa aggregare il maggior numero possibile di persone di buona volontà -afferma- consapevoli che il diritto alla vita, alla dignità ed alla libertà religiosa sono i fondamenti stessi della nostra civiltà e della nostra umanità e vanno al di là di qualsiasi steccato ideologico o partitico. Ci auguriamo che a questa manifestazione possano aderire gran parte delle forze politiche, sociali e religiose. Il mio appello è «vincere la paura»: dobbiamo vincere la paura, che ci porta ad illuderci che affermare la verità corrisponda ad una provocazione, che potrebbe urtare la suscettibilità degli islamici e che potrebbe promuovere ulteriori violenze da parte loro. Se non siamo neppure in grado di affermare con forza la verità qui in casa nostra, in questa terra cristiana, in questa terra di libertà, in questa terra di democrazia, significa che siamo non solo fragili dentro, ma anche che siamo morti dentro”.

L’appuntamento è, dunque, mercoledì 18 luglio in piazza Santi Apostoli, a Roma, con la manifestazione “Salviamo i cristiani”: Un atto di fraterna solidarietà, di autentica comunione con altri fratelli nella fede, che altrove rischiano ogni giorno di perdere la propria vita in quanto cristiani. Ma anche un atto di forte, convinta, vibrata denuncia, affinché queste tragedie, queste persecuzioni, queste gravi discriminazioni, nel mondo, non abbiano più a ripetersi. (Mauro Faverzani)

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