L’Università di Lorena presenta i Cattolici come killer bombaroli

Testo universitarioLa Francia laicista e giacobina non cessa mai di stupire e dimostra una “creatività” certamente degna di miglior causa nell’escogitare sempre nuovi modi, per insinuare la cristianofobia nel dna popolare di una Nazione dalle così forte e radicata tradizione cattolica.

L’ultima trovata consiste nel dipingere i credenti fedeli alla Dottrina, al Magistero ed alla Tradizione come dei pericolosi assassini e bombaroli. E’ accaduto all’Università di Lorena: agli studenti di Diritto è stato sottoposto un duplice esercizio sui cosiddetti «crimini politici e terroristici».

A denunciare l’allucinante testo ha provveduto l’agenzia Fdesouche, che lo ha anche riportato integralmente, cosicché ciascuno si possa fare le proprie idee in merito.

Due sono i casi pratici proposti per la prova accademica. Nel primo chi non ritenga la «laïcité» un valore fondante dello Stato viene raffigurato come un potenziale pazzo omicida. Recita testualmente il questionario, distribuito agli universitari: «Mathieu è esasperato dalla politica «pudding» del Presidente della Repubblica. Durante la tradizionale sfilata del 14 luglio, decide di abbatterlo con una pallottola alla testa. Mathieu, un ex-militare, d’altronde, aveva previsto tutto: aveva convinto i suoi ex-commilitoni – tuttora in attività – a prendere il potere e li aveva inviati all’Assemblea nazionale ed al Senato, nello stesso momento dell’assassinio del Presidente. Tuttavia, i suoi killer, poveri provinciali giunti per l’occasione nella Capitale, si sono persi nelle vie di Parigi… La Repubblica è stata salvata in extremis e Mathieu è stato arrestato. Mathieu sollecita il beneficio del regime previsto per i reati politici. Cosa ne pensate?».

Questo è il primo caso. Non meno sconcertante ed anzi ancor più esplicito il secondo: «Jacques e Jacqueline aderirono nel 2013 al gruppo cattolico ‘Ciwitos’ [nome che richiama, in modo neanche troppo nascosto, l’associazione «Civitas», realmente esistente-NdA], per poter esprimere la loro forte contrarietà alla legge relativa alle unioni civili omosessuali. In seguito all’adozione definitiva della legge, il 17 maggio 2013, la maggior parte dei membri di ‘Ciwitos’ han lasciato l’organizzazione. Jacques, Jacqueline e qualcun altro dei loro amici, invece, han deciso di non abbandonare tanto rapidamente le proprie convinzioni: hanno assunto la direzione di ‘Ciwitos’, radicalizzandola in senso fondamentalistico. Per suscitare scalpore, hanno deciso qualche settimana fa, di far saltare con la dinamite tutti i sindaci disposti a celebrare le unioni civili omosessuali. Hanno anche aperto un blog, in cui invitano tutti i cittadini a seguire le loro gesta. Dopo aver fatto esplodere quattro locali, ove la scorsa settimana si sono tenute tali celebrazioni, Jacques e Jacqueline sono stati arrestati. Il regime previsto per i reati di terrorismo in questo caso è applicabile? Il fatto di tenere un blog per promuovere la propria attività costituisce un crimine?».

La morale è chiara: qualunque cattolico creda davvero nelle proprie idee, dimostri una forte identità di fede e non sia disposto a rinnegare Sacra Scrittura, Catechismo, testi magisteriali e Tradizione, potrebbe essere un folle criminale, roba quasi quasi da far impallidire anche gli jihadisti più feroci. Che il testo sia fortemente offensivo, discriminatorio e cristianofobico è in sé evidente, apodittico e non necessita di ulteriori dimostrazioni. Ma c’è anche un altro aspetto, che i vertici dell’Università di Lorena dovrebbero tener presente: siamo sicuri che i futuri laureati in Giurisprudenza, formati in questo modo, possano esser davvero capaci interpreti del Diritto e bravi servitori dello Stato? O non configura piuttosto l’eventualità che gli ambienti accademici possano trasformarsi in fucine di invasati, ideologicamente deviati al punto da veder il nemico anche dove non vi sia? (fonte: Corrispondenza Romana)

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