L’imbarazzante affermazione di Christian De Sica

“Preferisco le nozze gay ai cardinali pedofili”, detta durante il talk show “Storie” di Marisa Laurito. Una frase che svilisce ogni punto di vista e che fa capire quanta confusione c’è nell’italiano di oggi, oltre ad una sommaria e compiaciuta superficialità.
Ma cosa ci può aspettare di meglio quando i termini della questione sono questi?
Un dibattito molto delicato (e molto acceso) si trasforma così nella solita burletta da crocicchio, con accostamenti inappropriati che, non è difficile da pensare, siano tipici di molti.
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4 gennaio 2013
Christian De Sica: “Preferisco le nozze gay ai cardinali pedofili”

Christian De Sica – al cinema con Colpi di fulmine – è stato ospite, insieme al resto del cast del film, al talk show Storie, condotto da Marisa Laurito su Vero, canale televisivo nazionale del digitale terrestre. Sono stati presentati i vari personaggi del film, raccontati un po’ di retroscena: insomma, si è fatta promozione.

Maurisa Laurito, però, non si è lasciata sfuggire l’occasione per approfondire qualche questione un po’ spinosa. Il film, del resto, offriva l’opportunità di farlo, visto che si parla di uno psichiatra nei guai con il fisco che si rifugia in un paesello del Trentino e si finge il parroco del paese. Il personaggio in questione è interpretato da Christian De Sica stesso.

Marisa Laurito quindi è andata a sfruculiare De Sica, chiedendogli come si fosse sentito a vestire i panni di un esponente della chiesa cattolica e cosa ne pensasse di tutte le affermazioni omofobe della chiesa stessa. De Sica, secco, ha risposto:

Non ci trovo niente di male, di certo preferisco le nozze gay ai cardinali pedofili.

Risposta forte e chiara che, in un epoca in cui si adora far melina, ci fa la sua bella figura. Certamente è deprecabile che si metta su un piano ravvicinato un diritto sacrosanto e un crimine, ma teniamo presente che si sta parlando di una risposta estemporanea, non meditata, forse un po’ salottiera che va, però, a mettere il dito nella piaga: coloro che si ergono sempre a giudici di tutto e di tutti (la chiesa cattolica, cioè), farebbero bene a guardare prima in casa propria.

di Roberto Russo

Fonte: QueerBlog

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