Lettera a sua Eminenza Reverendissima, Card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana

(di Paolo Deotto su “Riscossa Cristina” del 12/11/2011)
Eminenza Reverendissima,
i recenti sviluppi della situazione politica italiana mettono in luce una grande confusione e un disorientamento generale. L’eccessiva enfasi sui pur importanti problemi economici rischia di far perdere di vista i gravi pericoli che incombono sul nostro Paese, che nello sconfortante panorama internazionale riesce ancora a mantenere una sostanziale fedeltà alle proprie radici cristiane.

L’Unione Europea, nata su basi economiche, ha negli anni sviluppato una politica chiaramente anticattolica, che si è tradotta in diversi Stati anche in legislazioni che stravolgono le basi della famiglia e della società, legittimando comportamenti assolutamente incompatibili con la morale cattolica e forieri solo di disastri. Aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, matrimoni tra omosessuali sono assurti al rango di “diritti”, mentre sono le espressioni di quella “cultura di morte”, già denunciata più volte dal Beato Giovanni Paolo II.

E non è possibile dimenticare i numerosi attacchi diretti alla Fede, attuati con rimozioni, tentate o riuscite, di Crocifissi, abolizione dello stesso nome del “Natale” (“Festa delle luci invernali”, decise lo scorso anno un municipio inglese), sanzioni contro persone che portavano simboli della Fede, il tutto contrabbandato con un ipocrita “rispetto delle altre religioni”, che si traduce nei fatti solo nell’attacco alla Fede cattolica, difesa delle perversioni sessuali, stravolgimento del significato stesso della parola “libertà”, divenuta sfrenata licenza, con grave degrado della dignità umana.

Questa Europa è nata come trust di banche e grandi capitali e sempre più si è palesata come laboratorio politico della massoneria, che può realizzare i suoi fini, da sempre perversi e ferocemente antireligiosi.

Come è possibile che da tali ambienti, e dall’asservimento ad essi, derivi del bene? Come potrà derivarne anche la tanto decantata “salvezza” economica?

E se anche venissimo “salvati” sotto il profilo economico, cosa di cui è più che lecito dubitare, il prezzo sarà l’omologazione finale alle politiche di morte, che già hanno corrotto altri Paesi europei di grande tradizione cattolica.

Non è pensabile che una effimera “salvezza economica” possa essere più importante del bene prezioso e fondamentale, la fedeltà a Nostro Signore e la salvezza delle nostre anime.

Eminenza, i cattolici italiani non hanno una guida politica precisa e identificabile. Non esiste un partito politico che li raccolga, non esiste un leader. Rischiano quindi di andare allo sbando, vittime del pifferaio magico, sostenuto dal frastornante coro mediatico.

Ma i cattolici hanno come guida la Santa Chiesa e i Suoi pastori. In questo momento così drammatico vogliamo chiedere a Lei, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, di intervenire con parole forti e chiare per dare al popolo cattolico indicazioni precise, che permettano di affrontare questa drammatica contingenza avendo ben chiare le priorità da rispettare.

Non è più tempo di appelli generici, per quanto validissimi, all’esercizio di virtù morali. Nel dilagante relativismo, un appello generale e generico alla virtù e alla moralità può essere stravolto in mille modi. Ora, per il bene delle anime e per il bene della nostra Patria, ci sentiamo, col più profondo e filiale rispetto, di chiedere a Lei, Eminenza, indicazioni nette e inequivocabili. Chiediamo al Presidente della Conferenza e ai nostri Vescovi di esprimersi sui fatti concreti della politica, sulle persone, sui partiti. Con nomi e cognomi.

Non sarà “ingerenza” nella politica. La politica deve guidare la nostra vita sociale quotidiana e non è più pensabile, con le mille minacce contro la vera Fede, che i Pastori della Chiesa si chiudano in un rispettoso silenzio. La guerra contro la religione cattolica è iniziata, non da oggi, e in queste convulse giornate il nemico cerca di conquistare le ultime posizioni che gli mancano, dopo una lunga marcia favorita dalla latitanza politica di tanti cattolici.

L’Italia è una grande nazione cattolica e il popolo italiano non può restare schiacciato in una sciagurata cultura della morte, nell’oblio della Fede, nella distruzione delle proprie Tradizioni e della fedeltà a Cristo e alla Sua Chiesa.

Eminenza Reverendissima, i cattolici italiani saranno pronti a seguire i loro Pastori, ma da questi Pastori devono ricevere parole di chiara e netta guida.

Di questo La imploriamo, con devoto e filiale rispetto, vicini a Lei nella preghiera all’unico vero Salvatore.

Paolo Deotto

Donazione Corrispondenza romana