Jihad in Francia: droga e 6.400 profili sospetti in un anno e mezzo

ParigiUna nuova, autorevole conferma è giunta circa la presenza dell’Isis nel traffico internazionale dell’eroina: a parlarne, è stato lo scorso primo settembre direttamente il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, nel discorso rivolto a 74 membri dell’Asi, l’ente per la sicurezza interna, riuniti in piazza Beauvau, a Parigi.

Secondo i servizi d’informazione d’Oltralpe, la jihad, bramosa di attecchire sempre più nei feudi tradizionalmente appartenuti ai talebani, non disdegna nemmeno i profitti ricavati dallo spaccio della droga su grande scala. Eventualmente anche associandosi a gruppi criminali. Secondo quanto rivelato dal settimanale L’Express, attualmente, nel mirino degli inquirenti francesi, pare vi siano circa 9 mila terroristi islamici

Ma, per monitorare il territorio, sempre più significativo pare essere il contributo offerto dalla popolazione. Da quando, nella primavera dell’anno scorso, è stato attivato un numero verde, per individuare potenziali jihadisti, sono pervenute alle forze dell’ordine circa 2.600 segnalazioni, per lo più da parte di familiari, insegnanti, avvocati e forze dell’ordine. Segnalazioni, che si aggiungono ai 3.800 nomi già indicati dalle Prefetture: «Di questi 6.400 profili, ritenuti particolarmente preoccupanti, il 36% riguarda persone convertite, il 31% donne ed il 21% dei minori», ha spiegato il Prefetto Pierre N’Gahane, ai vertici del comparto nazionale destinato a contrastare il terrorismo islamico.

Secondo la Procura di Parigi, 210 persone tornate in Patria dalla Siria risultano già coinvolte in inchieste e dossier; di loro, in particolare, ben 125 si troverebbero peraltro già in carcere (fonte: Corrispondenza Romana).

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