In un comunicato dello Zdk i veri obiettivi del Sinodo

GluckAlla fine son le linee ad unire i punti: infatti, sotto singoli episodi apparentemente slegati l’un dall’altro, è possibile, ad un certo punto, intuire una comune trama. Come parrebbe suggerire il comunicato appena diffuso dallo Zdk, il Comitato Centrale dei cattolici tedeschi.

Non stupisce che le aperture e le concessioni a divorziati risposati e coppie omosessuali, riecheggiate durante i lavori sinodali nel Circulus Germanicus a proposito della terza parte dell’Instrumentum Laboris, abbiano trovato piena approvazione da parte dei laici facenti riferimento a tale organizzazione. Non stupisce, poiché proprio da tale Comitato furono a suo tempo messe a punto le rivendicazioni più spinte da portare a Roma. Come è diligentemente avvenuto.

Non è un mistero che lo Zdk, in Germania, rappresenti da tempo la fucina dell’iperprogressismo ecclesiale: ciò è emerso con chiarezza paradigmatica alla sua ultima assemblea generale, svoltasi gli scorsi 8 e 9 maggio. Ciò che ne uscì indusse un commentatore esperto quale Mathias von Gersdorff ad affermare: «Zdk ha definitivamente infranto ogni legame con la Dottrina cattolica in fatto di matrimonio e sessualità». Come? Elaborando le tesi poi non a caso riecheggiate soltanto un paio di settimane dopo a Roma, presso l’Università Gregoriana, all’incontro a porte chiuse promosso da una cinquantina di “illuminati”, ed ancora, cinque mesi dopo, giunte nell’aula sinodale. Tesi, interpretate talmente bene dai Vescovi tedeschi, da meritar loro addirittura questo pubblico encomio firmato dal presidente del Comitato, Alois Glück (nella foto), e diffuso appositamente lo scorso 21 ottobre dal portavoce Theodor Bolzenius. Non scorgere in tutto questo una sconcertante sincronia, un’invidiabile sintonia e fors’anche una comune regia o – quanto meno – una “rete” risulta francamente difficile.

Lo Zdk ha preferito – per motivi intuibili – giocar d’anticipo di qualche ora rispetto alle conclusioni ufficiali del Sinodo ed ha pertanto sentito il bisogno di affrettarsi a ringraziare i Vescovi suoi connazionali per l’«importante» documento da loro elaborato, definito «notevole, onesto ed innovativo» per rimettere in discussione le fondamenta dottrinali su matrimonio e famiglia, gettando al vento Sacra Scrittura, Magistero e Tradizione: «Possiamo essere grati del modo in cui i Vescovi ed i loro consulenti han fatto proprie le preoccupazioni dei cattolici», si legge nel comunicato dello Zdk, preoccupazioni proposte oltre tutto, secondo loro, con grande «forza spirituale».

Tutto questo, secondo il presidente Glück, rappresenterebbe già una «grande vittoria», affermazione alquanto significativa, poiché rivela in modo chiaro come l’obiettivo prioritario per l’ala progressista della Chiesa non fosse quello di dettare le conclusioni del Sinodo, pur provandoci, bensì quello di porre quanto meno un problema di fondo, di mostrare la Chiesa divisa sull’essenziale, di calpestare l’insegnamento cattolico, di seminare il dubbio, di far sapere dell’esistenza di prelati ed eminenze pronti al compromesso col mondo, come hanno ben evidenziato i Cardinali Marx e Kasper, vagheggiando un’inesistente Dottrina in «evoluzione».

Glück ha subito dopo fatto un’altra affermazione molto importante per capire le strategie future: il proposito cioè di voler andare avanti sempre e comunque, dritti per la propria strada, incuranti anche del Sinodo e delle sue conclusioni, qualunque esse siano. Tanto da ritenere il documento elaborato dai Vescovi tedeschi come un’utile base di partenza per un ulteriore lavoro di rielaborazione «nell’ambito della Conferenza episcopale tedesca, dopo il Sinodo», la cui chiusura non porrà la parola fine alle loro manovre. Tutt’altro, complice il formidabile lancio mediatico ottenuto.

Ciò tuttavia spiega anche per quale motivo negli ultimi tempi lo Zdk, un tempo effettivamente rappresentativo del laicato cattolico tedesco, sia divenuto sempre più autoreferenziale ed abbia progressivamente perso pezzi in misura crescente, ridimensionando il proprio ruolo. Almeno numericamente, non però istituzionalmente, dove è riuscito, pur senza base, a mantenere le posizioni conquistate. Il che è molto importante non solo in termini di un’autorevolezza, che di fatto è rimasta solo sulla carta, bensì anche in termini di finanziamenti: tutte le sue attività vengono sostenute coi contributi previsti per gli enti ecclesiali. Ed allora tutto diviene più semplice… (fonte: Corrispondenza Romana)

Donazione Corrispondenza romana