Fecondazione assistita. Legge 40 del 2004

E’ tornata d’attualità in questi giorni la legge sulla fecondazione assistita, in particolare sul divieto di selezione pre-impianto degli embrioni. Siamo stati informati che la Corte Europea dei diritti dell’uomo – a seguito della richiesta di una coppia italiana portatrice sana di fibrosi cistica, non sterile, che chiedeva autorizzazione a fare fecondazione assistita con selezione pre-impianto per scartare gli embrioni eventualmente affetti da malattia – ha dichiarato la legge 40 ‘incoerente’ con la legge 194. 

In poche parole, i giudici di Strasburgo affermano che, mentre con la legge 194 possono venire eliminati durante la gravidanza i  bambini ammalati o malformati, per ‘coerenza’ dovrebbe essere possibile, con la fecondazione assistita, eliminare gli embrioni ‘difettosi’ prima dell’impianto.  Questa è la ‘coerenza’ della Corte di Strasburgo!!!

In realtà constatiamo che la selezione eugenetica, che la legge 40 ha cercato di impedire con il divieto di selezione pre-impianto ( lodevolissima come intenzione!) è ampiamente praticata da 35 anni con la legge 194. Infatti, a seguito di diagnosi pre-natale di malattie o malformazioni, vengono uccisi moltissimi bambini con la motivazione di causare danni alla salute fisica o psichica della donna.

Ma per quanto riguarda la fecondazione assistita il male è all’origine. Infatti,  non è lecito che la vita di un figlio abbia inizio nella fredda solitudine di una provetta di laboratorio anziché dentro al grembo della sua mamma. L’unico modo lecito di procreare è che il concepimento avvenga dopo un atto personale unitivo di amore degli sposi, così come il Padre-Creatore della vita- nella sua somma sapienza, ha stabilito; mentre nella generazione extracorporea la donna viene messa incinta con un atto medico, dopo che il figlio ha già iniziato la vita fuori dal suo grembo.

Allora ci si domanda: “Che cosa fare davanti al dramma della coppia sterile? Fin dove la scienza medica può arrivare?”  Ecco, la scienza medica ha il dovere di curare, per quanto può, le cause dell’infertilità, ma poi si deve fermare… non può sostituirsi all’ abbraccio coniugale perché questo è contro-natura, è illecito!!!

E non si parli del ‘diritto di avere un figlio’ perché non esiste il diritto di avere un figlio (è un desiderio… ma il desiderio non è un diritto); esiste invece il diritto del figlio (questo sì) di venire concepito nell’amore dei genitori, secondo il disegno di Dio, così come ha avuto origine la vita di noi tutti, sempre:  la ‘mia’ vita, la vita dei ‘miei’genitori, la vita dei ‘miei’ figli…e così via.

E soprattutto non si dica che la  legge 40 è una legge cattolica e che è cattolico sostenere che è ‘una buona legge’, perché la legge 40 è una legge ingiusta –  gravemente ingiusta – in quanto autorizza un modo di procreare moralmente illecito.  Questo lo afferma il Magistero della Chiesa (v. Catechismo della Chiesa Cattolica;  documenti ‘Donum Vitae’ del 1987 e ‘Dignitas Personae’ del 2008 della Congregazione per  la Dottrina della Fede; enciclica ‘Evangelium Vitae’ del 1995 di Giovanni Paolo II).  E ricordiamo che il Santo Padre Giovanni Paolo II tante volte ha detto, purtroppo inascoltato:  “Fermate la provetta!” Il solo merito (se così si può dire) di questa legge, è quello di essere meno peggio di altre leggi in vigore in altri Stati: tutto qui. “Ti lodo Signore perché mi hai fatto come un prodigio!”, esclamiamo con il  salmista.

Fecondazione artificiale, aborto e – prima – divorzio: abbiamo introdotto nel nostro ordinamento giuridico leggi che sono contro la verità del matrimonio, contro la vita nascente.  Ci domandiamo con grande preoccupazione:
“ Potrà mai  il Signore benedire il nostro popolo – benedire la nostra nazione italiana –se non denunciamo sempre, senza stancarci, l’ingiustizia di leggi che sono contrarie alla Sua Santa Legge?”

S O C I E T A’  O P E R A I A
Reparto Operai Diocesano – Bologna

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