Eroicità delle virtù di Robert Schuman?

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(Cristina Siccardi) Papa Francesco, nell’udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro sabato 19 giugno, ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti le virtù eroiche del francese Robert Schuman (Clausen, 29 giugno 1886 – Scy-Chazelles, 4 settembre 1963), uno dei padri fondatori dell’Unione Europea, la cui causa di beatificazione si aprì a Metz nel giugno del 1990 e si concluse con la sua proclamazione a servo di Dio nel maggio del 2004.

Avevamo parlato dell’inopportunità di candidare all’onore degli altari una personalità come Schuman in un articolo su Corrispondenza Romana (https://www.corrispondenzaromana.it/se-questi-sono-santi-robert-schuman/) del 2018, poiché non poteva e non può essere additato come rappresentante di santità colui che non possiede i requisiti necessari per tale titolo e non possiede neppure fama di santità fra la gente; ma è semplicemente un mito politico per la “santità laica” del mondo occidentale contemporaneo. Se ci si accosta al suo profilo curriculare, come si è fatto nel precedente articolo, è evidente la sua brillante carriera nei centri nevralgici del potere e i suoi sodalizi con figure in odore di Massoneria, come il finanziere Jean Monnet (1888-1979). D’altra parte, scrive la rivista Massonicamente – Laboratorio di storia del Grande Oriente d’Italia : «Il disegno di un’Europa unita nasce, dunque, dal recepimento degli ideali massonici. Probabilmente anche due padri dell’Unione europea come Jean Monnet e Robert Schuman erano massoni. Entrambi erano fermamente convinti che l’Europa sarebbe stata davvero unita quando avesse avuto una politica estera comune ad un unico esercito. La Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma nel 1950 ed entrata in vigore nel 1953, la convenzione internazionale di Schengen, sottoscritta nel 1990 ed entrata in vigore cinque anni dopo, la Carta di Nizza del 2000, lo stesso trattato di Lisbona del 2007 attestano chiaramente influenze massoniche. Sono espressione di un processo non ancora concluso che ci auguriamo culmini in un’entità transnazionale, sovranazionale, che garantisca ai cittadini, non soltanto europei, libertà, pace, uguaglianza nel rispetto di ogni diversità» (n. 13 Sett.-Dic. 2018, p. 24).

Parole di questo peso non presuppongono commenti, ci limitiamo a dire che l’ideologica massonica, come ben si sa, grazie al magistero della Chiesa e ad una nutrita letteratura cattolica, è assolutamente incompatibile con i principi evangelici e della Chiesa. Tuttavia, l’odierna gerarchia ecclesiastica collabora e sodalizza oggi, in maniera decisa e vigorosa, con un’Unione Europea che ha ripudiato le sue radici, come risulta evidente dal Preambolo della sua stessa Costituzione, che menziona semplicemente «l’eredità culturale, religiosa e umanista dell’Europa», senza citare il Cristianesimo, cuore e nerbo del Continente, formatosi come identità politica-religiosa-culturale, sotto il Sacro Romano Impero.

Schuman e il suo mentore Monnet si fecero interpreti di un ideale laico di pace perenne in Europa, una pace, quindi, non in Cristo, ma sostanzialmente basata sugli interessi economici dei mastodontici potentati finanziari. Nel 1950 avvenne l’inizio di un processo ancora in corso: a fronte di nuove tensioni internazionali, dopo l’ecatombe della guerra mondiale, Monnet lanciò la sfida verso l’unione dei Paesi europei; così, insieme ad alcuni collaboratori, preparò il testo della cosiddetta «Dichiarazione Schuman», dove il collante, per creare l’unità europea, fu individuato nell’economia e nella finanza.


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Il riconoscimento delle virtù eroiche di Robert Schuman, ora venerabile, appare come un chiaro un atto che va contro non solo alla fede, ma alla ragione e alla logica. Schuman, come altre personalità europee del Movimento Popolare e della Democrazia Cristiana, si accostava ai sacramenti, andava a Messa, si occupava di beneficenza e di solidarietà, ma tutto questo non vuol dire vivere in grado eroico tutte le virtù teologali e cardinali… essere santi è cosa molto seria e comporta essenzialmente essere nel mondo, ma non del mondo (cfr. Gv 15, 18-19; Gv 16,33; Gv 17).

Non è sufficiente, quindi, come riporta il sito ufficiale della Congregazione delle Cause dei Santi, che egli amasse «le grandi abazie, dove cercava di rifugiarsi per trascorrere periodi di meditazione e di preghiera». E poi si dichiara che: «Uomo di governo al servizio di uno Stato laico, Schuman rispettava pienamente la laicità dello Stato», ciò è incompatibile con la fede pienamente vissuta ed il candidato all’onore degli altari, secondo i parametri della Chiesa di sempre, è tenuto ad essere innanzitutto coerente, nel privato come nel pubblico, con il proprio Credo confessionale, altrimenti cade la sua testimonianza. Il santo è, infatti e innanzitutto, un testimone integro del suo essere in Cristo, con Cristo e per Cristo, altrimenti decade la sua candidatura a divenire modello per i cattolici, a meno che si voglia offrire un esempio relativista e globalista, utile, come in questo caso, alla causa degli eurocrati.

  Ancora, il sito ufficiale della Congregazione attesta che egli «non acconsentì mai ad agire contro coscienza, formata all’obbedienza dei comandamenti di Dio e delle leggi della Chiesa», ma quell’idea di Unione Europea era anticristiana fin dalle sue origini, per volontà stessa dei padri fondatori e «Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona» (Mt 6,24).


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Come si può altresì affermare, in questo stesso sito ufficiale della Santa Sede   (http://www.causesanti.va/it/archivio-della-congregazione-cause-santi/promulgazione-di-decreti/decreti-pubblicati-nel-2021.html): «Uomo di preghiera personale e liturgica, celebrava regolarmente la liturgia delle Ore», termine quest’ultimo  attribuito dalla riforma del Concilio Vaticano II all’Ufficio divino, evento che non visse, visto che morì nel 1963? È stato proprio il Vaticano II ad invitare tutti i fedeli laici alla celebrazione almeno delle ore principali, con lo scopo di aiutare il cristiano a vivere in Cristo la giornata, santificandone i vari momenti.

Robert Schuman fu interprete adamantino dei valori laici del liberalismo europeo, fondato su Liberté, Égalité, Fraternité della Rivoluzione francese e per questo è perfetto per essere candidato all’onore degli altari delle politiche secolarizzatrici. (Cristina Siccardi)


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