CULTURA: il libro sul Concilio di de Mattei vince il premio Acqui

Roberto de Mattei ha vinto la sezione più prestigiosa del premio Acqui Storia, quella storico-scientifica, riservata al miglior libro di storia apparso in Italia nell’anno 2010-2011, con il libro Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Lindau.
Secondo la motivazione della giuria, «il volume di de Mattei costituisce un’originale e completa ricostruzione del Concilio Vaticano II, in una prospettica storiografica attenta anche al contesto generale dell’epoca e non solo alle vicende ecclesiali e teologiche, queste ultime peraltro trattate con grande competenza. Tesi centrale è la critica dell’adeguamento della Chiesa cattolica alla modernità proprio alla vigilia della crisi di essa. Basata su un’ampia letteratura e su ricerche d’archivio, l’opera si colloca in maniera originale nel dibattito sulla continuità o rottura rappresentata dal Concilio. Di particolare interesse la ricostruzione della mancata condanna del comunismo».

Il presidente della Giuria, Guido Pescosolido, pur avendo sottoscritto a giugno questa motivazione, quando il libro era entrato nella cinquina dei finalisti, a settembre, quando ha visto delinearsi la vittoria finale di de Mattei, si è dimesso per l’incompatibilità tra le sue posizioni laiciste e quelle cattoliche dell’autore del volume. Le sue dichiarazioni a “Il Corriere della Sera” del 3 ottobre, a cui ha risposto il giorno successivo, sullo stesso quotidiano, il prof. de Mattei, hanno suscitato clamore e polemiche. «Ho votato convintamente per de Mattei», ha affermato uno dei membri più autorevoli della giuria, lo storico Francesco Perfetti. «All’inizio avevo anche io qualche pregiudizio verso il suo libro, poi l’ho trovato bello. L’interpretazione critica del Vaticano II emerge solo alla fine e, rispetto ad altre opere militanti, per esempio marxiste, è un gioiello di asetticità. Si tratta di un’opera di grande interesse, supportata da materiali documentati di livello». Con gli stessi criteri usati contro de Mattei, conclude Perfetti, «andrebbero squalificate opere fondamentali come quella di Taine sulla storia della Rivoluzione francese, perché viziate da ostilità verso il giacobinismo» (“Il Foglio”, 5 ottobre).

Il Premio Acqui Storia, nato nel 1969 per onorare il ricordo della “Divisione Acqui” e i caduti di Cefalonia nel settembre 1943, è divenuto in questi ultimi anni, con l’avvento dell’Assessore alla Cultura di Acqui Carlo Sburlati, uno dei più importanti riconoscimenti europei nell’ambito della storiografia, ottenendo una grande visibilità internazionale.

«Il premio negli ultimi quattro anni – ha dichiarato l’assessore Sburlati – è passato dalla media di 30 volumi in concorso nei primi quarant’anni ai 96 del 2008, ai 124 del 2009, ai 137 del 2010 e ai 186 di quest’anno, record assoluto dell’evento. E la giuria, riequilibrata nella composizione da esponenti di culture cattoliche e di destra presenti nella società italiana, ha sempre scelto i vincitori liberamente, in omaggio all’amore per il pluralismo che dovrebbe essere la bussola della autentica cultura libera».

Le Giurie del Premio hanno designato come vincitori della 44ª edizione, oltre a Roberto de Mattei, Stefano Zecchi, per la sezione romanzo storico, con Quando ci batteva forte il cuore (Mondadori), e Andrea Vento, con il volume In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra fredda (Il Saggiatore).

Sabato 22 ottobre alle ore 17.30 presso il Teatro Ariston di Acqui Terme, in Piazza Matteotti, si terrà la attesa cerimonia di premiazione.

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