Critiche dal Card. Zen alle “aperture” vaticane alla Cina

CinaIl Cardinale emerito di Hong Kong, Joseph Zen Ze-kiun, ha criticato senza mezzi termini le “aperture” vaticane alla Cina: «Un accordo in questa fase sarebbe solo una resa incondizionata», ha dichiarato al Corriere della Sera, dopo i passi compiuti verso Pechino dal Segretario di Stato, Card. Pietro Parolin.

«In Vaticano non capiscono e non ascoltano – ha proseguito il Card. Zen – In Curia gli italiani non conoscono la dittatura cinese, perché non hanno mai provato che cosa sia il regime comunista. A Pechino non c’è volontà di dialogo, mi risulta che nei colloqui i loro delegati mettano sul tavolo un documento da firmare ed i nostri non abbiano la possibilità e la forza di fare proposte diverse».

Pare che, circa le nomine episcopali, le autorità cinesi siano “disposte” a lasciare alla Santa Sede la possibilità di scegliere tra due candidati, indicati però dall’Amministrazione statale per gli Affari Religiosi di Pechino. Ma il Card. Zen Ze-kiun avverte: «Bisognerebbe battere i pugni sul tavolo, rafforzare la nostra Chiesa Cattolica ed il nostro clero in Cina, perché, quando i nostri stanno uniti, i funzionari del regime hanno paura, sono terrorizzati dalla prospettiva di avere problemi con i loro superiori». E poi chiede: «In Vaticano c’è la Commissione per la Chiesa Cattolica in Cina, inutilizzata ormai da più di un anno. E’ morta? Se non ci dicono niente, è mancanza di rispetto».

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