Cina: attacchi alle chiese, intervento del Vescovo Zhu

ManifestantiPer fermare la furibonda ed aggressiva campagna scatenata dal governo di Zheijand contro croci ed edifici religiosi, dopo il malcontento popolare, è intervenuto questa volta direttamente il Vescovo della Chiesa ufficiale di Wenzhou, mons. Vincenzo Zhu Weifang, di 87 anni. Notando come gli attacchi non siano cessati, né tanto meno calati in questi mesi, provocando anzi molti feriti, ha ritenuto di non poter più tacere. Con una lettera pastorale dello scorso 30 luglio, ha definito pertanto la situazione determinatasi nella regione cinese «sbagliata e ingiusta».

Qui non è solo questione di metrature ed architetture, insomma, come preteso dalle autorità, che non hanno esitato a metter mano alle ruspe per abbattere qualsiasi simbolo cristiano ritenuto “d’ingombro”. Il presule – riconosciuto tanto dal Vaticano quanto dal governo cinese – ha parlato espressamente d’una vera e propria forma di persecuzione contro la fede, tale quindi da acuire la frattura e le distanze tra Chiesa e potere politico. Si porrebbero in questo modo tutte le premesse per giungere ad una pericolosa condizione d’instabilità sociale, aumentando il rischio di sanguinosi disordini.

Per questo, mons. Zhu ha invitato a pregare, affinché gli improvvidi attacchi abbiano ben presto a cessare. I sacerdoti della sua Diocesi, dal canto loro, hanno promosso una petizione, per chiedere con urgenza che lo Stato rispetti la Chiesa Cattolica ed il sentimento religioso dei suoi fedeli, evitando così l’irrisione da parte dalla Storia.

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