Chiesa Cattolica: scempio architettonico a Torino in nome del Vaticano II

(di Federico Catani) Nel lungo elenco di obbrobri liturgici e architettonici realizzati dopo il Concilio Vaticano II va senz’altro aggiunto lo scempio che si sta consumando a Torino. I monaci cui è affidata la chiesa del Sacro Cuore di Maria, in via Morgari, hanno deciso di realizzare lavori invasivi nel presbiterio. I fedeli sono venuti a conoscenza del progetto tramite il bollettino parrocchiale, dove peraltro si è chiesto di sostenere economicamente l’impresa. Non sono mancate le proteste da parte di molti parrocchiani, rimasti a dir poco perplessi dalla furia distruttrice dei religiosi.

Di fatto i lavori sono già iniziati con la rimozione della balaustra, che ha danneggiato il basamento in pietra sottostante. Ora si vuole proseguire con l’opera di “aggiornamento” dell’edificio sacro attraverso la costruzione di un nuovo altare e un nuovo ambone, da realizzarsi in marmo bianco e acciaio corten, ovvero materiali costosissimi e che stonano incredibilmente con lo stile ottocentesco della chiesa.

Oltre a ciò verrà collocata una croce dorata sospesa e senza Crocifisso, contravvenendo così a quello che prescrive al n. 308 l’Ordinamento Generale del Messale Romano: «vi sia sopra l’altare, o accanto ad esso, una croce, con l’immagine di Cristo crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato». Ma si sa, quando non c’è nessuno che fa rispettare le regole, è molto facile violarle.

Da notare che tutti questi lavori tendenti a distruggere la bellezza della chiesa torinese, edificata dall’architetto Carlo Ceppi nel 1897, vengono ufficialmente giustificati con la fedeltà e l’adesione ai dettami del Concilio Vaticano II. Ancora una volta dunque, in nome del Concilio e dell’adeguamento liturgico e grazie all’assenso delle autorità superiori che dovrebbero invece difendere la sacralità dei luoghi di preghiera, si consuma l’ennesima rottura con la tradizione cattolica bimillenaria.

C’è infine un particolare per niente irrilevante. La realizzazione di un simile scempio costerà ben 60.000 euro, che specialmente in tempi di crisi come questi non è una cifra da poco. Da ciò emerge il falso pauperismo di certi uomini di Chiesa contemporanei. Il brutto è solo apparentemente più povero e spartano e certamente viene usato per dare della Chiesa un’immagine meno trionfalistica. In realtà, però, è molto più costoso di uno stile sobrio ma decoroso e soprattutto cattolico.

Ecco cosa accade quando la fede viene adulterata e sostituita con l’ideologia. Fortunatamente i fedeli, mostrandosi più accorti e devoti dei lor pastori, non ci stanno e tenteranno tutte le strade per bloccare il progetto. Per quel che è possibile, vanno senz’altro sostenuti e incoraggiati. (Federico Catani)

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