Ad esser problematico è già il titolo: Doing better for families, “Fare meglio per le famiglie”. Così è stato chiamato il rapporto predisposto dall’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. La questione è di carattere semantico. C’è un plurale di troppo. Scrivere “famiglie” è diverso dallo scrivere “famiglia”.
Nella prima metà di giugno Roma è stata teatro dell’ennesima sfilata di omosessualisti, convenuti nella capitale della cristianità da ogni dove per reclamare assurdi ed inesistenti diritti, al fine di ostentare ed esibire ogni sorta di comportamento immorale e blasfemo.
Tombe profanate e una giovane costretta a subire abusi sessuali di gruppo per tutta una notte. E in entrambi i casi le forze di polizia che non accolgono le denunce e permettono ai colpevoli di restare impuniti. Sono episodi ormai quotidiani, le violenze anti-cristiane che si ripetono contro la minoranza religiosa in Pakistan.
Ancora un’esecuzione mirata contro la minoranza cristiana in Iraq. La mattina del 30 maggio scorso è stato ucciso un cristiano ortodosso a Mosul, nel nord del Paese. L’uomo era stato già vittima di un paio di tentativi di sequestro per estorsione, ma in entrambi i casi era riuscito a sfuggire ai rapitori. Questa volta i…
«L’eco di quella celebrazione, pur tanto discreta, si diffuse rapidamente, e con un crescendo impressionante: dal Vaticano raggiunse i vari dicasteri ecclesiastici di Roma; da Roma raggiunse e ferì ai quattro punti cardinali dell’orbe terracqueo, tutti i prelati più rinomati, che di fronte a tanta audacia integrista e retrograda, impallidirono di santo sdegno.