Aggredito infermerie perché anti abortista

Giorgio Celsi2Giorgio Celsi, vicepresidente di “No 194”, stava distribuendo volantini davanti all’ospedale San Gerardo di Monza. Lo fa una volta al mese, dopo aver donato il sangue, da oltre quattro anni. Indossa il camice da infermiere e prova a esporre il suo punto di vista.
Lunedì, un uomo di mezza età stava entrando in ospedale. Ma quando ha visto il tavolino in difesa della vita, non ci ha più visto. Ha iniziato insultare Celsi, a spingerlo, a buttare via tutti i volantini. Poi se l’è presa con i cartelli che ha sbattuto per terra.
Il problema, secondo gli agenti intervenuti, è nelle immagini del volantino, che “possono urtare la sensibilità dei passanti”.
Ma la precedente aggressione è di appena una settimana fa, a Milano.
Celsi: “Se mi occupassi di salvare i cagnolini maltrattati mi darebbero un premio, ma parlare di aborto è evidentemente un tema scomodo”.

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28 maggio 2013
Infermiere anti-aborto aggredito davanti all’ospedale di Monza

Giorgio Celsi, presidente dell’associazione «Ora et labora», stava distribuendo volantini davanti al San Gerardo

Insulti, spintoni e infine i cartelli per terra. Così un volantinaggio anti aborto, lunedì mattina davanti all’ingresso pedonale dell’ospedale San Gerardo di Monza, si è trasformato in una vera e propria aggressione. Vittima, per fortuna senza conseguenze, è Giorgio Celsi, infermiere alla clinica Zucchi di Carate Brianza, presidente dell’associazione «Ora et labora» e vicepresidente dell’associazione «No 194». Da quattro anni, una volta al mese, Giorgio Celsi indossa il suo camice da infermiere e distribuisce i volantini ai passanti: «Ogni volta che vengo a donare il sangue mi fermo a fare volantinaggio e a pregare per la vita. Se mi occupassi di salvare i cagnolini maltrattati mi darebbero un premio, ma parlare di aborto è evidentemente un tema scomodo».

La scorsa settimana è stato aggredito davanti alla Mangiagalli di Milano, ora a Monza. «Non mi sento più al sicuro, ma vado avanti lo stesso». Celsi con i volontari dell’associazione è attivo non solo a Monza e Milano, ma anche a Padova, Torino, Roma e Catania. «Andiamo nei grandi ospedali per difendere la vita umana e spiegare alle donne che intendono abortire che ci sono altre strade da percorrere. Al San Gerardo nascono ogni anno 3 mila bambini e si praticano più di 300 aborti».

Sul posto dell’aggressione sono intervenuti gli agenti del posto di Polizia che si trova all’interno dell’ospedale. Sono sulle tracce dell’aggressore, un uomo di mezza età che è stato fotografato da alcuni attivisti dell’associazione. «Stava entrando in ospedale- racconta Celsi – è tornato sui suoi passi ha iniziato ad insultami, mi ha spinto, ha fatto cadere tutti i volantini, poi se l’è presa con i cartelli che ha sbattuto per terra». «Questa mattina abbiamo ricevuto diverse chiamate per questo volantinaggio – spiegano gli agenti – la manifestazione è autorizzata, ma in molti ci hanno chiesto di far spostare i manifestanti dall’ingresso pedonale perché alcune immagini del volantino possono urtare la sensibilità dei passanti».

Rosella Redaelli

Fonte: Corriere.it

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