È stato effettivamente un «clamoroso infortunio», come lo definisce in un comunicato stampa il Movimento Legittimista Sacrum Imperium, quello in cui è caduto il quotidiano “L’Arena” per penna del suo giornalista Giancarlo Beltrame.
In effetti il protagonista della saga di Mondo piccolo fu un irriducibile avversario delle innovazioni conciliari, contro le quali lo stesso Guareschi si espresse in modo chiaramente contrario, tanto che nei racconti si narra di un rito celebrato “clandestinamente” dal parroco per i vecchi fedeli “ancorati” al latino e che per i funerali dello scrittore fu scelta la stessa celebrazione secondo il rito tradizionale.
Al di là di altre annotazioni e valutazioni, però, colpisce nell’articolo del “L’Arena” l’espressione ingiuriosa nei confronti dell’abito sacerdotale, contro cui il giornalista usa espressioni degne del peggior esponente della banda di Peppone: il quale però, nei confronti della veste dell’amico-rivale, aveva un rispetto assoluto, tanto da considerarla spesso l’unica ragione per la quale non alzare le mani contro il prete.