STATI UNITI: per 4 americani su 10 le catastrofi naturali sono un segno di Dio

Quando il governatore di Tokyo Shintaro Ishihara ha definito l’enorme terremoto e lo tsunami in Giappone tembatsu – o “giudizio divino” – ha espresso un rapporto di causa ed effetto di tipo teologico condiviso da circa il 40% degli americani.

Ishihara, in seguito, si è scusato per le sue osservazioni. Ma un recente sondaggio del Public Religion Research Institute (PRRI) e del Religion News Survey rivela che il governatore di Tokyo non è l’unico a pensarla in questo modo: il 16% degli americani concorda sul fatto che le catastrofi naturali sono un segno di Dio, mentre il 22% è per lo più d’accordo. Una ristretta maggioranza – il 51%– non crede che le catastrofi naturali siano un segno dell’Onnipotente. Una maggioranza leggermente più ampia, il 56%, ha affermato che credere in Dio significa avere sotto controllo qualsiasi cosa accada nel mondo.

In qualche modo il sondaggio ha preso in esame l’antichissimo dilemma filosofico: “Se Dio è buono, perché si verificano così tante catastrofi, tragedie e sofferenze nel mondo?”. «Da un lato la gente sta confermando le semplici affermazioni teologiche di un Dio personale che ha la situazione sotto controllo. Ma molti non tracceranno una linea retta tra ciò che sta accadendo sulla terra e Dio», dichiara il dott. Robert P. Jones, direttore generale del PRRI.

    I risultati del sondaggio rivelano differenze di opinione su tale questione tra i vari gruppi cristiani. Quasi 6 evangelici bianchi su 10 (59%) hanno affermato di credere che le catastrofi naturali sono un segno di Dio. Ma una minoranza molto più ristretta – solo il 31 percento di cattolici e il 34 percento di protestanti non evangelici – era d’accordo.
«La gente ha provato a elaborare un calendario sulla fine dei tempi dal 100 d.C. Il libro della Rivelazione non offre nessuna fascia oraria. Ci dà soltanto sette cicli che si ripetono». Ciò che mostra, dichiara Rankin, è che «Dio è incredibilmente paziente».

Vi era un accordo molto più diffuso sulla questione del sondaggio: nonostante le difficoltà economiche degli americani, l’83% degli intervistati ha affermato che era importante fornire assistenza finanziaria al Giappone e alle altre nazioni che soffrono per le catastrofi naturali. Il sondaggio PRRI ha intervistato un campione casuale di 1.008 adulti dai 18 anni in su tra il 17 e il 20 marzo. Il sondaggio ha un margine di errore di poco meno di tre punti percentuali. (www.foxnews.com)

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